13 dicembre 2019

Vittorio Veneto

Fontana degli Arditi pulita con l'idrogetto, il comune di Vittorio Veneto sanzionato dalla Sovrintendenza

L'intervento di restauro rinviato, serve una "liberatoria"

Roberto Silvestrin | commenti |

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Fontana degli Arditi pulita con l'idrogetto, il comune di Vittorio Veneto sanzionato dalla Sovrintendenza

VITTORIO VENETO - Il comune sanzionato per la pulizia della Fontana degli Arditi di piazza Borro. L’intervento era stato effettuato il 23 maggio scorso, e aveva fatto molto discutere in città: il manufatto era stato infatti pulito con l’idrogetto.

 

La pulizia era stata eseguita con l’ausilio di una ditta esterna: a giugno però la Sovrintendenza aveva chiesto chiarimenti sull’intervento.

 

Il successivo sopralluogo era stato eseguito il 10 luglio, per verificare lo stato della fontana dopo la pulizia. Il giorno stesso, dopo il “passaggio” del getto d’acqua, alcuni piccoli pezzi della fontana avevano subito un distaccamento, finendo a terra. “Si tratta di pezzi del restauro fatto 27 anni fa – aveva confermato a suo tempo l’esperto da noi interpellato, che però aveva preferito mantenere l’anonimato –. C’è però anche un pezzo della pietra viva della vasca”.

 

Alcuni pezzettini si erano staccati anche dal basamento, cioè dalle scale che conducono al corpo principale della fontana. Dalla “statua” - avevano rassicurato però dagli uffici tecnici – non si erano verificati danneggiamenti. Dalla delibera di giunta approvata il 4 ottobre si apprende che “la Sovrintendenza ha avviato due procedimenti sanzionatori contro il comune di Vittorio Veneto”.

 

Sovrintendenza che ha anche informato anche di aver richiesto accertamenti al comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale. L’amministrazione si è vista quindi costretta a “differire l’inizio dei lavori di restauro all’acquisizione di una specifica liberatoria della Sovrintendenza, tenuto conto dei procedimenti sanzionatori che la stessa ha avviato”.

 

Il progetto, presentato il 19 gennaio scorso, è stato approvato, ma i lavori dovranno aspettare: serve infatti una sorta di “liberatoria” che attesti – citiamo dalla delibera - “l’irrilevanza dell’intrapresa dei lavori di restauro rispetto allo stato di conservazione dei luoghi a seguito della pulizia effettuata”. 

 



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Roberto Silvestrin

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