09 dicembre 2019

Oderzo Motta

Chiuso a chiave il wc per i disabili: l'autogrill risarcisce il malcapitato

Lo ha segnalato il presidente Sidima Rodolfo Dalla Mora: "Episodi frequenti, ma si può ottenere giustizia"

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Rodolfo Dalla Mora

MOTTA DI LIVENZA - Bagno inaccessibile? Risarcito con 600 euro. È la storia di una persona con disabilità, in carrozzina, che viaggia lungo un'autostrada del Nord Italia. Decide per una sosta in Autogrill, uno di quelli contrassegnati dal simbolo dell'accessibilità.

Il locale in effetti è senza barriere architettoniche, il bagno pure. Ma non ci si può entrare: le chiavi del bagno per disabili sono state affidate agli operatori delle pulizie, i quali però si recano in Autogrill solamente in determinate fasce orarie. Quando loro non ci sono, in quel bagno non si va. Storie che, come ben sanno le persone con disabilità, sono purtroppo ordinarie. La novità è che si può avere giustizia, ottenendo anche un risarcimento, oltre alla soluzione del problema.

In questo caso, infatti, il malcapitato si è rivolto al servizio legale anti-discriminazione della SIDIMA, la Società Italiana Disability Manager che ha sede a Motta. La situazione è stata dunque seguita dall'avvocato veneziano Dirk Campajola. Il legale ha prima inviato alcune raccomandate ad Autogrill e poi, non ricevendo risposta, ha depositato un ricorso «per discriminazione».

Ma non c'è stato bisogno di andare in tribunale: l’azienda, senza passare davanti al giudice, ha raggiunto un accordo.

Oltre a garantire la consegna delle chiavi del bagno al personale del bar, la transazione ha accordato al ricorrente 600 euro di risarcimento, spese legali comprese. «Transazioni del genere avvengono di frequente - spiega a Motta Rodolfo Dalla Mora (nella foto), presidente di Sidima - perché le aziende preferiscono evitare lunghi e costosi procedimenti legali, specialmente quando il loro errore è palese. Purtroppo, poche persone lo sanno: siamo così abituati a subire disservizi di ogni genere che li riteniamo "normali" e irrisolvibili. E ci rassegniamo a sopportarli. Invece anche questi disservizi sono discriminazioni, vietate dalla legge, per le quali possiamo ottenere giustizia».

Molte persone preferiscono chiudere un occhio, spaventate da tempi e costi delle azioni legali. «Dobbiamo sfatare questo mito - spiega Dalla Mora - perché spesso i risarcimenti accordati includono anche le spese legali, per cui il cittadino alla fine non spende niente, anzi magari gli resta in tasca qualcosa». Com'è ovvio, però, dipende sempre dai casi: per questo il servizio legale Sidima offre gratuitamente ai soci una prima valutazione, nonché l'invio della prima lettera di diffida.

 

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