13 dicembre 2019

Vittorio Veneto

Fontane ghiacciate e “discriminate”

Bastanzetti (Sac): “Sarà che l’occhio degli amministratori non va oltre lo stretto di Salsa”

Roberto Silvestrin | commenti |

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Fontane ghiacciate e “discriminate”

VITTORIO VENETO - Le basse temperature portano in città non solo le gelate, ma anche le polemiche. Al centro dell’attenzione questa volta finiscono la fontana degli Arditi di Salsa (foto sopra) e quella di Piazza Giovanni Paolo I a Ceneda (foto al centro).

 

A guidare la crociata contro l’incuria in cui sono stati lasciati questi manufatti e contro il loro congelamento è Michele Bastanzetti, di Sac (Società Ambiente Cultura), che denuncia una disparità di trattamento rispetto alle altre fontane della città: “I fontanoni del centro e le fontane di viale Vittoria sono state tutte prosciugate, pulite e protette. Strane discriminazioni, o sarà che l’occhio degli amministratori non va oltre lo stretto di Salsa”.

 

Ma non è tutto. Se infatti i ciclamini della fontana degli Arditi sono stati premurosamente coperti con un velo protettivo e successivamente messi al riparo con il precipitare delle temperature, “nessuno invece ha avuto un minimo di attenzione per la fontana monumentale, uno delle icone-simbolo della città, che già versa in condizioni disastrose tanto che da anni i cittadini ne chiedono il restauro” continua Bastanzetti.

 

 

“Non solo non si è pensato di racchiudere in un telo la statua, che è piena di erosioni, buchi e fessurazioni pronte ad accogliere la pioggia ghiacciata – spiega il portavoce di Sac - ma non hanno neppur provveduto a chiudere la condotta di alimentazione dell’acqua, che cadendo a spruzzi sul bordo del bacile e sui gradini, si infiltra nelle crepe, continuando il suo lavorio distruttivo”. Stesso discorso per la fontana del Della Torre in piazza a Ceneda, con l’acqua che si sta ghiacciando dentro il catino, peraltro ricco di sudiciume e muschio.

 

“Da quasi un anno vede zampillare solo uno dei sette condotti senza che nessuno intervenga per farli funzionare” sostiene Bastanzetti. L’ultimo commento è caustico: “E’ così che si comporta verso il suo patrimonio storico-monumentale una aspirante (e giustamente bocciata come tale) capitale della cultura?”

 



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Roberto Silvestrin

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