15 dicembre 2019

Conegliano

Conegliano è viva e vegeta, parola di giunta

Sui dati diramati c’è però polemica. Ros (Ascom): “Ho altri numeri sulle nuove aperture commerciali”

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Conegliano è viva e vegeta, parola di giunta

CONEGLIANO - Conegliano vive? A dirlo sarebbero i numeri forniti questa mattina dalla giunta. “Nel 2016, per quanto riguarda gli esercizi commerciali, abbiamo avuto 40 aperture e 33 chiusure. Il saldo è +7” spiega il sindaco Floriano Zambon.

Situazione rosea anche nel centro storico, dove – stando a quanto asserito dal primo cittadino – ci sono state “13 chiusure e 15 aperture”. Numeri che appaiono lontanissimi dalla sensazione – ormai diffusa - che in centro storico la situazione commerciale sia negativa.

A confermare il buon andamento della città ci sarebbe inoltre il dato demografico: “continuiamo ad essere attrattivi rispetto ad altri comuni del territorio, la nostra città è un richiamo” continua Zambon, forte dei numeri che vedono i residenti totali nel comune rimanere sostanzialmente invariati, nonostante il consistente numero di morti in città (384 nel 2016, 418 nel 2015).

“Sono in molti ad essere arrivati a Conegliano” chiosa Zambon. La città del Cima rimane quindi a quota 35mila abitanti circa, con le nascite che si sono attestate a 246. L’assessore alla cultura Stefano Dugone ha invece descritto una città in pieno fermento culturale: “150 eventi culturali nell’anno significano 3 appuntamenti alla settimana. Il teatro di prosa all’Accademia fa registrare il tutto esaurito, siamo la prima località turistica della Sinistra Piave”. Un impegno che comporta per il comune una spesa di 700mila euro per la cultura.

Forniti i numeri, arriva però puntuale la polemica. A dare il via alle smentite è il presidente di Ascom Conegliano Luca Ros: “A me risultano, in centro storico, 14 chiusure e 9 aperture, il risultato è -5”. Ma non è tutto: “Delle 40 aperture, molte sono dei subentri, non le considererei proprio delle nuove aperture”.

Secondo Ros però, più che i numeri, basta dare un colpo d’occhio al centro città: “Ci sono dei negozi chiusi da diverso tempo, una volta venivano subito riaperti. Non c’è attrattiva in centro, altrimenti non rimarrebbero con le serrande abbassate”.

Una discrepanza, quella annunciata da Ros, che fa tornare alla memoria l’apertura del Conè: “Anche in quel caso il saldo era positivo, ma erano dati per così dire drogati”. Secondo Ros ci sarebbero state anzi, negli ultimi tempi, ulteriori chiusure in corso Vittorio Emanuele II, Galleria Dalla Zentil e Biscione, che aggraverebbero addirittura il bilancio da lui fornito.

 



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