18 novembre 2019

Montebelluna

Profughi all'ex polveriera: anche "FARE con Tosi" si schiera con il no

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VOLPAGO DEL MONTELLO- Dopo il parere contrario di PD e Lega, sul nuovo hub per l'accoglienza dei profughi presso l'ex polveriera di Volpago, arriva anche il NO di FARE, il movimento politico di Flavio Tosi.

 

«E’ comprensibile che la gente si senta fragile e rabbiosa al punto da raccogliere 1000 firme contro l’Hub e contro l’accoglienza: Noi di "Fare! con Flavio Tosi" ricordiamo che da anni va in onda una semina politica che ha individuato nel profugo non l’effetto ma la causa di tutti i mali, legata semplicemente ai fini elettorali, alle urla ed alle questioni di pancia. Da sempre ribadiamo che questo non è il modo di amministrare e di far politica, ma siamo per dare una risposta concreta e materiale per risolvere il problema non per posticiparlo», premette la coordinatrice provinciale, Roberta Garbuio.

 

«La soluzione è far sì che i Comuni si facciano carico obbligatoriamente di una quota di due o tre richiedenti asilo per mille abitanti altrimenti si rischia di arrivare a prendere provvedimenti pericolosi per la democrazia come le requisizioni. Per un comune come Volpago, di circa 10.000 abitanti, un centinaio di profughi non pare un numero tollerabile e sostenibile. Inoltre è indispensabile imporre ai richiedenti asilo l’obbligo tassativo, non solo quindi su base volontaria, di svolgere lavori socialmente utili, come ad esempio lo sfalcio dell’erba, sistemare i giardini, pulire le strade. In questo modo costoro ripagherebbero la comunità dell’accoglienza che gli viene offerta e ciò servirebbe ad allentare la tensione: vederne molti, come spesso accade, bighellonare tutto il giorno col telefonino in mano non fa bene a loro, perché si abituano a non far nulla, ed è insultante nei confronti dei cittadini. Infine, vi deve essere la certezza che nel malaugurato caso in cui una persona non si comporti correttamente e crei disagi debba essere messo fuori dai programmi di protezione e fuori dal luogo in cui è ospitato».

 

«Se è corretto garantire accoglienza nel rispetto di determinate e chiare regole», conclude, «non si può certamente ritenere che l’ex polveriera abbia questi requisiti: la stessa infatti si trova in un’area deserta, dove in questo periodo invernale non è raro che le temperature arrivino a più gradi sotto lo zero e la stessa struttura risulta ampiamente contaminata da Eternit, materiale ritenuto assai nocivo per la salute dei cittadini. Un sito dunque che non rispetta i diritti e la dignità delle persone».

 

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