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GENTILINI A DE POLI: “DIMETTITI”

Crisi di Fondazione Cassamarca, lo “sceriffo” chiede la testa del presidente

Treviso – “E’ giunto il momento di cambiare i cavalli della diligenza, credo che De Poli debba pensare anche all’evenienza di lasciare”.

La crisi di Fondazione Cassamarca è sempre più nera, e il vicesindaco di Treviso rompe gli indugi, chiedendo la testa dello storico (e intoccabile) presidente di Ca’ Spineda: Dino De Poli. Azzerati i dividendi della banca (Unicredit) di cui è socia, la fondazione bancaria che ha ridato la luce al teatro Comunale di Treviso e che ha fatto nascere l’Università boccheggia.

Rispetto ai tagli annunciati un paio di mesi fa, la situazione oggi pare ancora più complessa. E in bilico, rimangono le stagioni nei teatri di Fondazione e la stessa Università, col rettore di Padova pronto a ritirare i professori. Futuro incerto, ma non per Giancarlo Gentilini. “A me spiace – afferma il vicesindaco - che De Poli e la Fondazione Cassamarca siano caduti in questa crisi, ma mi meraviglio che il grande vecchio non abbia capito che fare il passo più lungo della gamba portava alla caduta. Ed è caduto”.

Ma c’è anche un altro aspetto che stupisce il vicesindaco, il fatto che “i grandi progetti faraonici, di onnipotenza, quell’intervenire nel mercato mondialista drogato finanziariamente non gli abbia fatto capire che lui amministrava denari dei cittadini. Anche il consiglio di Fondazione doveva essere molto attento. Non vorrei che questa drammatica situazione, che porterà a vendite di cespiti, fosse negativa nei confronti degli investitori e dei cittadini, che hanno sempre avuto un grande portamento collettivo nei confronti della Cassa di Risparmio della Marca Trevigiana”.

Poi l’affondo, cristallino. “Adesso – dice Gentilini - credo sia giunto il momento di cambiare i cavalli della diligenza di Fondazione e della Cassamarca, perché c’è bisogno di credibilità, di idee nuove e forze nuove, e restare radicati nel nostro territorio senza andare in vacche straniere che erano più povere delle nostre. Credo che De Poli debba pensare anche all’evenienza di lasciare. In un dato momento è saggio anche cedere lo scettro del comando. Serve gente esperta e che conosca a fondo la realtà della nostra provincia”.

 

In alto da sinistra: Dino De Poli e Giancarlo Gentilini - Foto Balanza

Data di pubblicazione: 10-03-2009
Data ultima modifica: 12-03-2009

Cosa dicono i lettori

Anonymous // 12/03/2009 12:03
dalle stelle alle stalle

CHE DIRE....QUANDO IL CARRO è IN ALTO TUTTI SI ATTACCANO, QUANDO IL CARRO SI ROMPE GLI STESSI L'AFFONDANO. SIETE TUTTI UN PO' OPPORTUNISTI.IL PROBLEMA è CHE TUTTI MIRANO AL COMANDO PER DARSI LUSTRO, POCHI INVECE PENSANO AL VERO BENE COLLETTIVO.

Luigi Calesso // 12/03/2009 09:03
Gentilini su De Poli: dall’obbedienza allo “sciacallaggio"

Si può discutere su come il Presidente De Poli ha gestito le ingenti risorse finanziarie a disposizione della Fondazione Cassamarca, ma l’unico che non può farlo è il vicesindaco Gentilini.
Dopo le schermaglie di metà anni ’90 per dieci anni le amministrazioni comunali leghiste sono state completamente ed incondizionatamente prone ai disegni del presidente della Fondazione sul futuro della città.
L’università, a Treviso, non è stata realizzata e non è gestita né dall’amministrazione comunale, né da un consorzio di cui fa parte il Comune. L’università, infatti, è stata realizzata dalla Fondazione Cassamarca che ha ristrutturato gli edifici, stretto gli accordi con le facoltà e gestisce l’attività universitaria in totale autonomia: l’amministrazione comunale non ha avuto e non alcuno spazio decisionale in questa operazione, come non ne ha avuto il Consorzio Universitario Trevigiano, di cui fa parte il Comune.
Il teatro Comunale è stato dato in gestione alla Fondazione per 30 anni con una convenzione che esclude qualsiasi ruolo gestionale e di controllo dell’amministrazione comunale, il teatro Eden è stato venduto alla Fondazione. Sempre nel settore culturale la Fondazione gestisce, oltre ai teatri, le grandi mostre, mentre al Comune sono rimasti le fotocopie dei falsi Van Gogh, Santa Caterina (nota per record negativi di visitatori e per le continue inaugurazioni) e l’agonizzante liceo musicale Manzato.
Soprattutto, la Fondazione sta dando vita, con l’operazione della “cittadella delle istituzioni” all’ex Appiani, ad un vero e proprio nuovo “centro” cittadino, disarticolando la struttura urbanistica della città e creando problemi di viabilità di cui è ancora difficile valutare la portata. Uno stravolgimento a cui le amministrazioni leghiste si sono limitate ad apporre la loro “firma notarile” senza essere in grado di discutere minimamente un progetto di questa portata, decisivo per il futuro della città.
Infine, la Fondazione ha acquisito il comparto ex-tribunale, ex-caserma dei vigili, carceri austriache che rappresenta una delle aree strategiche per la riqualificazione e la rivitalizzazione del centro storico.
Dopo aver consentito a De Poli di governare per dieci anni la città , mentre lui era impegnato a controllare tombini e a gridare contro gli extracomunitari, Gentilini oggi non ha proprio ragione di parlare.

Luigi Calesso – Un’altra Treviso

Anonymous // 11/03/2009 19:03
Gentilini ovvero ....ingrato

Facile... maramaldeggiare su un......amico in difficoltà, in altri tempi più temuto che lodato dallo ...sceriffo. Oggi, solo tanta ingratitudine per quello che la Fondazione Cassamarca ed il suo illuminato presidente hanno fatto per Treviso e la sua provincia. Un vero passo falso e di cattivo gusto.

Paolo // 11/03/2009 17:03
Menoria corta

Cosa sarebbe di Treviso se non esistessero Fondazione Cassamarca, Fondazione Benetton ed altri illuminati filantropi e persone di cultura? Se fosse per la giunta saremmo solo …. Ombralonga! Forse la diligenza da cambiare avrebbe dovuto essere da tempo quella dello “sceriffo”.

Anonymous // 11/03/2009 13:03
gentilini

Altro che gentilin! è davvero ingeneroso, come al solito rozzo e populista, colpire chi è nei guai e addossargli colpe (guai e colpe non di De poli, ma tanto la gente mica lo sa).
Spero che un giorno la gente invece valuti questi comportamenti per quello che sono: villani, vili e vendicativi, e mandi via lui , gentilini, chè siamo stufi di vederlo ragliare su RAI 3!

Mario Malaguti // 11/03/2009 10:03
Fare tempo

Se Gentilini afferma che "Credo che De Poli debba pensare anche all’evenienza di lasciare. In un dato momento è saggio anche cedere lo scettro del comando." può capitare a lui stesso aver fatto il suo tempo.
Mi chiedevo pochi giorni fa:
Chi si ricorda della Cassa di Risparmio della Marca Trivigiana? Come nacque e che fine ha fatto?
Forse saper rispondere alla fine fatta dalla Cassamarca, potrebbe tornare utile a descrivere il fenomeno Lega Nord a Treviso, che si identifica in Gentilini.
Pare che il Park Vittoria sia un progetto fortemente voluto da Gentilini. E può essere vero, solo che anche appurato questa paternità continuo a non capire perché Treviso debba correre il pericolo di fare un buco nell'acqua. E che buco!
Un buco portato verso la realizzazione magari sulla base di un contratto nullo.
Coincidenze?

Anonymous // 11/03/2009 13:03
Davvero ingeneroso

Davvero ingeneroso Gentilini, populista come al solito! Facile colpire chi ha guai, (anche se non per colpa sua, tanto la gente lo non sa). Spero che un giorno la gente capisca questi comportamenti e mandi via lui.

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