"ROMPIAMO IL PATTO DI STABILITA'"
Leonardo Muraro sfida il governo
Treviso - “Provincia e Comuni fuori dal patto di stabilità". E' la minaccia, la sfida a Roma, lanciata da Leonardo Muraro, presidente della provincia di Treviso.
“Se è stato sbloccato il patto di stabilità a Roma, giustificandolo con l’importanza strategica della realizzazione della Metro - afferma Muraro - io come presidente di Provincia mi sento autorizzato a non rispettare il patto per quanto riguarda le opere di edilizia scolastica e quelle strategiche per la viabilità". Le realizzazioni che il numero uno dell'ente provinciale vorrebbe fare sono opere per cui sono già presenti soldi in cassa. Soldi che però non possono essere toccati per non inificiare il patto di stabilità.
Il presidente provinciale va oltre e invita a seguire il suo esempio tutti i sindaci trevigiani che hanno i finanziamenti necessari ma che non possono spendere per il blocco del Patto.
"Sono sicuro che, se veramente l’Italia ha una sola Costituzione applicata da nord a sud, - conclude Muraro - nessuna Corte dei Conti potrà contestare queste scelte operate per mandato degli elettori e per il bene della Comunità. Proprio in questo senso parlerò con i nostri ministri trevigiani”.



07/11/2008
Cosa dicono i lettori
scusa?
i Comuni e le Province che rompono il patto di stabilità , gli anni successivi avranno molte più restrizioni di chi invece ha speso meglio i soldi dei cittadini. Ripeto, soldi dei cittadini non di Muraro o della Lega. Invitare alla disobbedienza è un pessimo esempio che un amministratore non dovrebbe mai dare, ma d'altronde sempre di leghisti si tratta e il "celodurismo" emerge sempre. In tutta sincerità di opere pubbliche ne abbiamo veramente le scatole piene, anche perché come al solito sono generatori di intrallazzi economici tra politici e costruttori. Abbiamo bisogno di gente nuova, vera, non delle solite menate. Se gli amministratori sani si potessero comperare al supermercato, sarebbero i migliori soldi spesi dai cittadini...magari anche con un 3x2 per avere la scorta.
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