22 novembre 2019

Vittorio Veneto

NUOVA TAC A VITTORIO VENETO

Si tratta di un apparecchio modernissimo

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NUOVA TAC A VITTORIO VENETO

"Il Lazio e la Campania dovrebbero venire a scuola nel Veneto!"

“In questa Ulss, la cui gestione è la più virtuosa del Veneto, provo l’incarnazione del modello sanitario veneto ideale: conti in ordine, gestione oculata, ma anche capacità di servizi  ed investimenti d’eccellenza, come nel caso della TAC”.

Le dichiarazioni dell’assessore regionale alla sanità Sandro Sandri non hanno bisogo di violini. Oggi all’ospedale di Vittorio Veneto l'assessore ha promosso cum laude l'inaugurazione di una modernissima TAC a 64 slices, che permette risultati diagnostici di precisione, minor esposizione del paziente, una maggior velocità di esecuzione che permetterà di superare di gran lunga le 5000 indigini l’anno finora effettuate e di evitare ai cittadini esami particolarmente fastidiosi come la colonscopia e l’urografia.

"Siamo di fronte a un modello di amministrazione sanitaria – ha aggiunto Sandri  rivolgendosi al direttore generale dell’Ulss 7 Lino Del Favero  – perché qui potrebbero venir a scuola certi amministratori del Lazio o della Campania, tanto per non fare nomi, per imparare come si fa a tenere i conti in perfetto ordine, al contempo investendo per dare il meglio ai cittadini”.

Sandri ha colto l’occasione anche per ribadire “un’immediata e fortissima azione a livello nazionale” per ottenere, all’interno del Patto di Stabilità, maggiore autonomia di indirizzo della spesa, che permetta di assumere il personale medico ed infermieristico  che serve per far fronte a quella che è l’attuale principale emergenza della sanità veneta. “La relazione ed i numeri con i quali accompagneremo questa richiesta – ha annunciato Sandri – saranno pronti al massimo subito dopo le feste di Natale. Ne ho già parlato con i ministri Sacconi e Calderoli e conto farlo quanto prima anche con Tremonti”. Q

uanto alla richiesta di Vittorio Veneto di avere anche una risonanza magnetica nuova (al momento vi è previsto il trasferimento di quella di Conegliano), Sandri ha tenuto a sottolineare che “ci stiamo lavorando con la massima attenzione. Di più oggi non dico – ha concluso – perché chi mi conosce sa come la penso in tema di promesse parolaie”.

Qualche paziente, stamattina, aveva subodorato che, per inaugurare la nuova Tac alla presenza delle autorità, fossero stati sospesi esami e prestazioni. Ma il primario del reparto, il dottor Francesco Romanzi, ha assicurato che la cerimonia non ha rallentato in alcun modo l'attività sanitaria, perché l'inaugurazione è avvenuta in un reparto che di fatto non è ancora operativo. "La direzione sanitaria non permetterebbe mai - ha assicurato Romanzi - l'interruzione di un pubblico servizio!"

 

 

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