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22 maggio 2019

Cronaca

Nicola Cappellesso, il giocatore di poker neo trevisano che sconsiglia di iniziare a giocare

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Piazzamenti di prestigio in tornei di fama internazionale come il “Night On Stars” o il “Sunday Special”, incassi live che secondo the Hendon Mob ammontano a più di $ 100.000 e una vita quasi esclusivamente dedicata al poker. Eppure il veneziano Nicola Cappellesso, recentemente trasferitosi a Treviso dove la sua fidanzata lavora attualmente, non consiglierebbe di intraprendere una carriera nel poker ai giovani d’oggi.

 

Tanti amici, alcuni di una vita e altri conosciuti grazie al poker, passioni come il calcio, il tennis e il crossfit, ma mai abbastanza tempo per goderne appieno. Perché Nicola, noto con il nickname "JhonCheever" su PokerStars, una piattaforma di gioco che prevede anche giochi da casinò e scommesse sportive, dedica alla disciplina “dalle 40 alle 50 ore settimanali” fra gioco, studio e coaching, senza contare i continui messaggi che arrivano anche durante i pasti e che hanno un unico comun denominatore: il poker. Che si tratti di un consiglio sulla sessione, un’idea su una mano o un problema riscontrato in qualche room, il poker è una costante della sua vita.

 

Ma Nicola cerca sempre di trovare il tempo per passare una serata con la sua ragazza o con gli amici, per non correre il rischio di estraniarsi troppo. D’altronde “il giochino è un po’ alienante” secondo il campione veneziano. Non dovrebbe sorprendere troppo dunque, anche se molti dei suoi colleghi dissentiranno, che se dovesse dare un consiglio a chi si approccia per la prima volta a questa attività direbbe semplicemente di lasciar perdere. “Non sono più tempi per pensare di partire a fare il Professional Poker Player, il livello è davvero alto e dovresti impegnarti troppo per avere risultati secondo me difficilmente soddisfacenti”.

 

Un impegno che non vale la pena prendersi per Cappellesso, che quando gli viene chiesto cosa gli riserverà il futuro si dice certo che la sua vita “non sarà per sempre il poker”. La casa, gli amici, lo svago, una eventuale famiglia a cui dedicare gran parte del suo tempo e delle sue energie sono per lui componenti troppo importanti ma inconciliabili con l’attività di giocatore professionista, un lavoro che gli piace sempre di meno. Certo, immaginare una vita senza il poker non deve essere semplice, per lui che nel corso degli anni di soddisfazioni se ne è tolte parecchie. Il primo posto al “No Limit Hold’em” a Las Vegas nel 2017 che gli è valso più di $ 10.000 o il secondo al “€100 Night on Stars €50,000 Guaranteed” nel 2018, anch’esso valevole di una decina di migliaia di euro, sono solo alcuni dei traguardi raggiunti da Cappellesso durante la sua carriera.

 

E adesso che sente avvicinarsi sempre più il momento di dire basta e si interroga su cosa farà tra qualche anno una naturale incertezza di fondo traspare, dopo tanti anni trascorsi sul tavolo. Ma Nicola Cappellesso è fiducioso e punta a investire una delle sue prossime vincite in qualche idea che gli verrà a tempo debito. Perché “le idee in realtà non mi sono mai mancate”, ci rassicura il nostro protagonista. E noi saremo qui pronti a seguire la sua avventura più importante, quella della vita senza il gioco.

 

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