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15 dicembre 2018

Nord-Est

Nelle scuole del Veneto si insegna Storia dell'emigrazione: "Per far capire la differenza tra i migranti di ieri e di oggi

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Elena Donazzan

Entra nelle aule di scuola in Veneto l'insegnamento della storia dell'emigrazione. Quella veneta, innanzitutto, grazie all'intesa tra Regione, Ufficio scolastico regionale e associazioni dei 'Veneti nel Mondo', che oggi a Venezia hanno sottoscritto un protocollo d'intesa. La storia dell'emigrazione veneta, fatta salva l'autonomia degli istituti, si potrà insegnare nelle scuole di ogni ordine e grado della regione.

 

"Da diversi anni - ha detto l'assessore all'Istruzione, Elena Donazzan - le associazioni pongono l'esigenza di poter raccontare nelle scuole la storia di una parte significativa della nostra gente e delle nostre terre. Con la firma di oggi diamo la possibilità, ferma l'autonomia di ogni scuola, di strutturare dei percorsi utili per l'approfondimento su temi che riteniamo particolarmente utili e contemporanei, visto che troppo spesso vengono fatti paragoni tra l'immigrazione odierna, in cui l'Italia è soggetto protagonista nelle dinamiche mondiali, e quella dei Veneti nel mondo. Studiandone la storia, ci si può invece rendere consapevoli delle molte differenze".

 

Il protocollo, che si inserisce nel solco della legge nazionale, che prevede che le scuole facciano approfondimenti di tipo territoriale, e di quella regionale del 2017, che favorisce e valorizza tali percorsi, stabilisce che la Regione presieda una commissione di coordinamento, all'interno della quale troveranno posto anche due rappresentanti delle associazioni. "Noi - ha spiegato Francesca Altinier, dell'Ufficio scolastico regionale - assicuriamo la nostra partecipazione e la nostra collaborazione in tutte le azioni tese a diffondere queste iniziative. Nei confronti delle scuole, che pur restano autonome, possiamo svolgere un ruolo di tramite, ma abbiamo anche le leve per creare maggior coinvolgimento su un tema che riteniamo non così conosciuto tra docenti e studenti".

 

"Questo - ha sottolineato l'assessore ai Veneti nel mondo, Manuela Lanzarin - è il primo documento ufficiale firmato su questi temi, permettendo di rendere formale l'attività che le associazioni fanno da più anni, in maniera autonoma, all'interno delle scuole, consentendo nel contempo di allargarla a tutto il territorio. Siamo convinti che il lavoro nelle scuole sia importante e dia frutti, visto che lo riteniamo il terreno più giusto per trasmettere certi messaggi".

"Da anni - ha concluso Aldo Rozzi Marin, del coordinamento associazioni Veneti nel mondo - il coordinamento chiedeva questo protocollo, per portare nelle scuole un fenomeno attualmente poco raccontato. Un'attività che già facevamo, ma che ora potremo fare con un cappello diverso".

 

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