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23 luglio 2017

Treviso

NEL 2009, RECORD DI LICENZIAMENTI

La Cgil, alla vigilia del primo maggio, è preoccupata e teme che la ripresa sia lontana

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Treviso – In aumento licenziamenti e ricorso alla cassa integrazione. All’appello in questi primi quattro mesi del 2009 mancano oltre 26 mila trevigiani che non erano al lavoro. Dall’inizio dell’anno sono stati raggiunti valori record che non si registravano da sei anni. Sono state richieste ben 102 procedure di mobilità pari a 2.662 licenziamenti, 16.400 lavoratori in cassa integrazione e contratti a termine non rinnovati per 7 mila addetti.

La preoccupazione si fa sentire in casa Cgil che teme che la ripresa sia lontana e che quando arriverà non riuscirà a riassorbire l’occupazione andata perduta in questo periodo. Per quanto riguarda la Cassa integrazione ordinaria la Cgil riferisce che è stata concessa a 368 imprese della Marca che interessa, a rotazione, 14 mila addetti. 26 imprese hanno richiesto la cassa straordinaria, essendo interessare da processi di ristrutturazione o procedimenti concorsuali e riguarda 2.400 persone quelli che stanno beneficiando del, assegnata a Secondo il sindacato vi saranno effetti negativi sull’occupazione per almeno altri 18 mesi. Per quanto riguarda il capitolo della mobilità, da gennaio ben 2 mila dipendenti della piccola impresa hanno ricevuto delle lettere di licenziamento.

Lo scorso anno, nello stesso periodo, il provvedimento aveva colpito 886 addetti. Si tratta di lavoratori che nella maggioranza dei casi non godono della protezione riservata ai lavoratori della media e grande impresa che hanno espulso 693 addetto, due terzi in meno della piccola impresa. Le richieste di mobilità effettuate dalle grandi aziende sono rimaste pressoché invariate rispetto alla media dell’ultimo lustro. Treviso guida la classifica con 34 procedure di mobilità tra le grandi imprese, 20 sono state avviate nel Montebellunese, 12 nella Castellana,17 a Conegliano, 15 a Oderzo, e 4 a Vittorio Veneto. In frenata anche le assunzioni che non riescono a rispondere a nemmeno un decimo della richiesta.

In foto Paolino Barbiero, segretario generale della Cigl

 

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