15 dicembre 2019

Treviso

MURARO: "MERIDIONALI COME SANGUISUGHE"

Invito alle imprese ad assumere solo trevigiani

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MURARO:

Treviso – “Le nostre imprese dovrebbero assumere solo trevigiani: gli extracomunitari drogano il mercato accettando paghe più basse, mentre i meridionali vengono qua come sanguisughe economiche, per non parlare del mordi e fuggi degli statali che poi chiedono il trasferimento”. E’ questo l’appello lanciato qualche giorno fa dal presidente Muraro (nella foto) che, dopo la Festa delle Lega Nord, è tornato a parlare di gabbie salariali e di buste paga territorializzate. Su un tema che ha infiammato la discussione nazionale, l’obiettivo della Provincia è quello di arrivare a stilare un documento comune, con la partecipazione dei sindacati, per chiedere la parametrazione degli stipendi dei lavoratori della Marca in base al costo della vita nel contesto che li circonda.


I prezzi sono diversi? E allora rendiamo diversi anche i salari. Alla fine è questo il pensiero del numero uno di viale Battisti, che si allinea a quanto proposto dai ministri Bossi, Calderoli e Tremonti. Il nocciolo della questione, ancora una volta, sarebbe racchiuso nella diversità di trattamento e di possibilità di spesa tra il sud e il nord d’Italia. “Al nord la vita costa mediamente il 20 per cento in più di quanto non costi al sud: solo i parametri diversi consentirebbero di far corrispondere il livello degli stipendi al reale costo della vita”, spiega Muraro.

Che gli stipendi tra il nord e il sud d’Italia debbano essere riparametrati lo dice la Lega Nord e lo ribadisce la Provincia. Ma che il costo della vita tra una parte e l’altra del Paese sia diverso lo confermano i dati della Banca d’Italia, dell’Istat e dell’Eurispes. “Due mesi fa una rilevazione della Banca centrale ha stabilito che in generale al centro nord la vita costa circa il 16 per cento in più rispetto al sud – snocciola il presidente – l’Istat dice che tra i capoluoghi di provincia la differenza tra il settentrione e il meridione è addirittura del 37 per cento e, infine, l’Eurispes ha sottolineato che solo a Treviso i costi essenziali superano la media nazionale di ben 11 punti percentuali”.

E, sempre secondo il punto di vista del numero uno di viale Battisti, gli extracomunitari incidono in modo negativo su una situazione già sfavorevole. “Gli immigrati incidono sui salari perché portano una concorrenza sleale ai trevigiani: accettano la riduzione della paga, lavorando con meno professionalità, perché poi mandano a casa i soldi dove hanno un valore ben diverso – evidenzia – questo sistema sta drogando il mercato e purtroppo c’è qualche imprenditore che ne approfitta: per questo invito tutte le imprese ad assumere persone trevigiane”.

La reazione dei gruppi d’opposizione, però, arriva a stretto giro di posta. “Siamo davanti a una deriva razzista, volgare e becera – scandisce il consigliere provinciale dei Comunisti italiani, Stefano Mestriner – con la violenza delle parole questa amministrazione vuole nascondere i problemi che non riesce a risolvere”. Per la sinistra radicale, in buona sostanza, si tratta solo di una boutade in vista della Festa dei popoli padani. Un modo per mostrare i muscoli e per solleticare la pancia del partito. “Muraro da bravo soldatino si accoda, con un ulteriore carico di intolleranza, all’ultima battaglia propagandistica dei suoi capi lombardo - romani – continua – ma questa volta ha superato ogni limite di decenza”.

Il consigliere non è d’accordo sui modi, ma non lo è neppure nella sostanza. “Le gabbie salariali sono inique e obsolete: se davvero la Lega e Muraro hanno a cuore i livelli salariali dei trevigiani e dei veneti, perché non abbiamo mai sentito una voce leghista alzarsi per protestare contro i processi di delocalizzazione che hanno costretto ad accettare condizioni sempre più penalizzanti?” si chiede infine Mestriner.

Una posizione simile a quella della Uil che con il suo segretario generale, Antonio Confortin, replica in modo duro al terremoto politico causato dall’invito del presidente della Provincia, rivolto alle aziende, di assumere solo lavoratori trevigiani. “Da Muraro sono arrivate parole inqualificabili, si scava nel peggiore becerume per nascondere l’assenza di politiche contro la crisi – punge Confortin – le sparate denotano una totale assenza di pensiero strategico da parte dell’Ente che detiene le competenze sulle politiche attive del lavoro: le imprese e parti sociali si rassegnino ad essere lasciate sole a ricercare soluzioni efficaci”.

Anche la sigla sindacale boccia su tutta la linea l’idea di reintrodurre le gabbie salariali. “Un’idea senza senso, una soluzione vecchia e inefficace che viene fuori, ciclicamente, ogni qual volta non si sappia da che parte prendere il toro – taglia corto il segretario – sugli extracomunitari ricordo a Muraro quanto i lavoratori migranti abbiano contribuito a far crescere la nostra economia negli anni scorsi: frasi come le sue legittimano le accuse di xenofobia rivolte da più parti alla società civile della Marca”.

Ma a sollevare ancora più clamore è la definizione di “sanguisughe” economiche cucita addosso ai meridionali, soprattutto ai lavoratori statali. Un clamore che è arrivato in fretta anche a palazzo Ferro Fini. “E’ inaccettabile offendere i cittadini di origine meridionale residenti nella Marca – ribatte il capogruppo regionale della lista civica “Per il Veneto con Carraro”, Marco Zabotti – trovo assurdo affrontare questioni serie come la crisi economica, e i conseguenti problemi occupazionali sul nostro territorio, con un linguaggio scriteriato e sgradevole, che dà purtroppo il senso di una deriva di valori, di contenuti e di stile”.

Mauro Favaro

 

 

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