23/10/2017sereno con veli

24/10/2017quasi sereno

25/10/2017sereno con veli

23 ottobre 2017

Italia

E' morto Negrini, paroliere dei Pooh

commenti |

MILANO - È morto a 66 anni Valerio Negrini, musicista e paroliere, noto per essere il fondatore nonché l’autore dei testi della maggior parte delle canzoni dei Pooh. Negrini si è spento nel tardo pomeriggio di ieri all’ospedale Santa Chiara di Trento, in seguito a un infarto.

 

Nato il 4 maggio del 1946 a Bologna, Negrini, fu prima batterista - e talora voce solista - dei Pooh, poi dal 1971 si dedicò solo alla composizione dei testi del gruppo, lasciando le bacchette a Stefano D'Orazio. Il suo partner più assiduo nella composizione è Roby Facchinetti, in coppia con il quale ha composto numerose canzoni di successo. È stato ribattezzato da molti “il quinto Pooh”, ma lui non gradiva questa definizione. Lascia tre figlie: Alice nata nel 1979, Linda nel 1990 e Ginevra nel 2006. E la moglie Paola con cui era sposato dal 1995. Per la band lascia un vuoto incolmabile.

 

“È troppo difficile, in un momento come questo, riuscire a racchiudere in poche parole la nostra sofferenza - dicono Roby Facchinetti, Dodi Battaglia e Red Canzian -, possiamo soltanto dire che la nostra strada è stata sempre tracciata dalla sua poesia”. Oltre che fondatore, Negrini era stato il primo batterista dei Pooh prima di lasciare le bacchette a Stefano D’Orazio, che lo ricorda con particolare commozione: “Non ci sono parole per descrivere un dolore così grande ed improvviso -dice D’Orazio - è una parte della mia vita che se ne va e già sento un vuoto incolmabile, buon viaggio amico mio”.

 

(Adnkronos)

 

Commenta questo articolo


Dello stesso argomento

vedi tutti i blog

I sondaggi - Vota

Lo Ius soli, che facilita la cittadinanza per gli stranieri che nascono in Italia, sta per essere votato. Sei d'accordo?
Partecipa al Sondaggio

In Edicola

copertina del giornale in edicola

Il Quindicinale n.922

Anno XXXVI n° 18 / 19 ottobre 2017

CAPORETTO

Caporetto: la disfatta che viene dal passato. Immagini di guerra. Di attacchi (subdoli) e di resa. Caporetto è il simbolo della disfatta per antonomasia. E un secolo non basta per dimenticare

archivio numeri

Grazie per averci inviato la tua notizia

×