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24 ottobre 2014

MOANA A TREVISO

15 scatti inediti nella mostra del fotografo Gianfranco Salis

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Treviso - Verrà inaugurata sabato 13 marzo alle 18.30 la mostra “Moana Casta Diva”. Ospitata presso lo Spazio Paraggi, a Treviso è la prima esposizione fotografica di taglio artistico dedicata a Moana Pozzi che sarà visitabile fino al 10 aprile.

Le foto della porno diva, prematuramente scomparsa nel 1994, a soli 33 anni, per un male che non lascia scampo, sono di Gianfranco Salis. La mostra è curata da Valerio Dehò e realizzata grazie al sostegno di Sky-Frame-Italia. Ventidue gli scatti di posa a figura intera realizzati tra il 1988 e il 1990: quindici sono inediti.

Immortalano una donna indubbiamente affascinante che ha fatto molto parlare di sé. Esistono migliaia di fotografie di Moana ma ben poche – assicurano gli organizzatori - possono attestare l’alto profilo estetico e artistico di quelle realizzate da Gianfranco Salis, celebre ritrattista di soggetti femminili che nel corso degli anni Ottanta ha immortalato alcune delle più belle donne del cinema, della moda e della nobiltà romana tra cui: Margaux Hemingway, Sofia Loren, Laura Morante - fotografata per la prima campagna pubblicitaria di profumi femminili Armani - Anna Galiena e molte altre. Salis esordisce come collaboratore di Tazio Secchiaroli - tra i principali fotografi italiani del Novecento - sui set di film d’autore come Amarcord e I clown di Federico Fellini, e Il Viaggio di Vittorio De Sica.

Nel 1978 diventa fotografo di fiducia di Tinto Brass instaurando un rapporto lavorativo costante negli anni. Parallelamente al lavoro di documentazione cinematografico inizia la serie dei ritratti femminili ed è proprio con il ritratto di Marisa Berenson che nel 1988 vince il “The professional photographer’s showcase” all’Epcot Center di Orlando.

La particolarità e il successo dei ritratti di Salis deriva sia dalla piena autonomia nella scelta dei soggetti - che denota l’ispirazione e lo spessore artistico degli stessi - sia dalla pratica di una tecnica - assolutamente inedita all’epoca - che prevede l’uso del colore su stampe in bianco e nero. Il risultato è un effetto quasi pittorico che riscuote un enorme successo e numerosi riconoscimenti nel mondo dell’arte, della moda e dell’editoria.

Il primo incontro con Moana Pozzi il fotografo lo ha nel 1988 su espressa richiesta dell’attrice. In questo periodo il fotografo, conclusa la lunga serie di ritratti a tre quarti che lo ha reso famoso, decide di dedicarsi allo studio della figura intera, del corpo nella sua totalità, e da questo studio nascono le tre serie su Moana esposte per la prima volta in esclusiva prima presso la galleria bolognese Contemporary Concept, e poi allo Spazio Paraggi di Treviso. Il secondo incontro risale al 1989 quando Moana chiede al fotografo di ritrarla in uno splendido vestito da sera rosso, da lei particolarmente amato. L’ultimo shooting è del 1990, pochi anni prima della prematura morte della donna.

Colpito dalla bellezza e dall’eleganza di Moana, dal suo fascino fuori dal tempo, Salis contravviene alla propria abitudine di non fotografare mai lo stesso soggetto più di una volta e realizza oltre trecentocinquanta scatti. La particolare alchimia che questo fotografo riesce ad instaurare con i propri soggetti è proverbiale e si fonda sulla convinzione che esista un preciso momento, subito dopo l’incontro con il soggetto, in cui si riesce a cogliere l’essenza della persona e a fermarla con uno scatto. Questo spiega perché Salis lavori velocemente e preferisca essere solo di fronte al soggetto da fotografare.

Nel caso di Moana tali condizioni si sono verificate in maniera eccezionale grazie anche alla sua profonda consapevolezza di sé e del proprio corpo. L’esposizione di queste fotografie, in gran parte mai pubblicate e realizzate grazie alla produzione e la consulenza tecnica di Clinio Giorgio Biavati, ha carattere artistico e, lontana da qualsiasi intento scandalistico, si propone di restituire l’immagine di una donna bellissima, elegante, mai fuori luogo, che ha vissuto le proprie scelte rendendole pubbliche e che oggi, a quindici anni dalla propria morte, è diventata un’icona.

Info e orari>>

 

Laura Tuveri

 

 

 


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ma serviva proprio fare una galleria di quadri a questa ....?? si vede che non avete niente di meglio da fare..magari ....! che schifo...

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Spero che questo commento venga da una donna. Se sei un uomo e ti fa schifo ci devono essere dei problemi.
Poi se vogliamo criticare il lavoro che faceva è tutt'altra questione. Non mi sembra proprio che ne la modella ne il fotografo facciano schifo.

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Qui mettiamo in discussione pure il fotografo,se non ti piace il soggetto fai ha meno di guardarlo ma la mano di chi scatta non mi sembra di poco conto!Ripeto spero sia di donna il commento con un velo di invidia perche' se e' uomo ne sono preoccupato dalla chiusura quasi bigotta degli anni piu' chiusi e intolleranti del clero.Finisco col dire che ci sono molte altre mostre a TV,evita questa,SEMPLICE!

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classica risposta da finto perbenista (magari un ex della "balena bianca"?) trevigiano...

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Al sottoscritto fanno più schifo quei politici che si fanno pagare le PUTTANE (escort)dai APPALTATORI di opere pubbliche che chi va a vedere una mostra su Moana che ha sempre mostrato la sua faccia e non ha mai truffato ne e mai stata indagata.

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Le opere d'arte hanno sempre diviso le persone, e queste immagini sono opere d'arte. A me piacciono. Ci mancherebbe!!!! Perchè non ci fate vedere anche le altre?

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Non ho capito se tira di più il fotografo o la modella.
Come mai l'articolo celebra il fotografo ma la mostra è intitolata a Moana? Secondo me l'incasso lo fa Moana Pozzi in qualità di pornostar perché, siamo sinceri, il porno tira, eccome.

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A me fa sorridere quando si evidenzia che lo stile del fotografo è quello di fare solo 1 scatto per soggetto, ma che per Moana ha fatto un'eccezione e di scatti ne ha fatti più di 350... Il fascino senza tempo, ispiratore e letteralmente iptonico del triangolo isoscele felpato... :-)))

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Il soggetto è bello ed elegantissimo, gli scatti sono stupendi. Arte pura!
Sono donna.

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Spero che questo commento venga da una donna. Se sei un uomo e ti fa schifo ci devono essere dei problemi.
Poi se vogliamo criticare il lavoro che faceva è tutt'altra questione. Non mi sembra proprio che ne la modella ne il fotografo facciano schifo.

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