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24 febbraio 2019

Treviso

Migranti e documento di identità.

interrogazione parlamentare dell' on. le Rubinato

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

TREVISO - E' stata presentata dall' on.le Simonetta Rubinato un'interrogazione parlamentare a risposta in Commissione al Ministro dell'Interno, prendendo spunto dal fatto che diversi amministratori locali e responsabili degli uffici anagrafe dei comuni trevigiani, ma anche di altre province del Veneto, del Trentino Alto-Adige e dell'Umbria, sono in attesa che il Governo metta mano al più presto alle norme relative al rilascio della carta d’identità ai richiedenti asilo.

 

E' necessario interpretare correttamente la normativa che sta generando incertezza e preoccupazioni, non distinguendo tra i richiedenti asilo e i già titolati di protezione internazionale.

La richiesta depositata ieri è stata sottoscritta anche dall'on. Floriana Casellato.

In particolare la deputata del Pd avanza al ministro Marco Minniti la proposta dell’introduzione di un documento “ponte” valido nella fase in cui si svolge la procedura di riconoscimento della protezione internazionale, mantenendo così salvi i diritti dei richiedenti asilo, ma fornendo loro un documento più adeguato alla situazione provvisoria in cui si trovano.

 

“Condivido – spiega – i dubbi relativi all’adeguatezza del rilascio della carta d’identità ai richiedenti asilo in una fase in cui non è stato ancora riconosciuto loro lo status di protezione internazionale. Sapendo che due domande su tre vengono respinte, è evidente che diviene poi impossibile controllare gli spostamenti di quanti, venuto meno il requisito della residenza, continuano comunque ad utilizzare il documento d'identità, che ha valore 10 anni dal suo rilascio, per le più varie esigenze in uffici pubblici”.

Con l’interpellanza si chiede al Governo di valutare in ogni caso la possibilità di prevedere procedure semplificate per la cancellazione dalle liste anagrafiche dei soggetti non più reperibili e ai quali non è stata riconosciuta, nemmeno dopo il ricorso, la protezione internazionale, considerato che l’attuale procedimento può durare anche un anno.

 



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Pietro Panzarino - Vicedirettore

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