20 luglio 2019

Cronaca

"Mi dispiace, i miei coinquilini cercano solo italiani": niente casa a studenti di colore, la denuncia su Facebook

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Ancora un caso di discriminazione, stavolta ai danni di studenti di colore. A rilanciarlo su Facebook una pagina satirica - 'CdM - Il Coinquilino di M....', - contattata da un'utente per denunciare "una delle numerose conversazioni che una mia amica, una ragazza di colore, è costretta a fare per aiutare suo fratello a trovare una stanza. Anche lei - continua la testimonianza di Mariana - cerca disperatamente casa, ormai da non so quanti mesi. Nessuno le risponde, e quando rispondono, le dicono il vero motivo".

 

Al post, ricevuto e "tristemente" pubblicato da CdM, è allegato uno screenshot di una delle conversazioni citate. Nell'immagine è possibile leggere la risposta a un annuncio per una stanza singola a Firenze pubblicato sul social. Alla domanda sulla disponibilità, la replica è netta: "Mi dispiace - si legge -, i miei coinquilini cercano solo italiani".

 

Ondata di solidarietà nei commenti da parte degli utenti, molti dei quali studenti fuori sede, che hanno stretto in un abbraccio virtuale Mariana, la sua amica e il fratello, cercando in alcuni casi di sottolineare il lato positivo dell'episodio, come ad esempio Camilla: "Vabbè alla fine è giusto. Una ragazza o un ragazzo "di colore" - scrive - cosa avrebbero da condividere con due italiani così ignoranti?".

 

Nonostante le centinaia di commenti pacati raccolti sotto il post in poche ore, la pagina ha tuttavia dovuto rimuoverlo. E la motivazione sembra essere quella della privacy. "Abbiamo appena cancellato un post che denunciava i numerosi casi di razzismo che si trovano ad affrontare coloro che cercano una stanza in affitto in Italia. L'immagine che accompagnava il testo - si legge infatti in un nuovo post del CdM -, uno scambio di messaggi con una persona che lasciava la sua stanza e che affermava che gli altri coinquilini avrebbero accettato solo italiani, conteneva - per nostra svista - alcuni dati sensibili".

 

"Questo - spiegano ancora gli admin - ha fatto partire una serie di pesanti attacchi - anche privati - contro questa persona. Non è mai stata nostra intenzione usare la pagina del Cdm per accusare o mettere alla gogna le singole persone, ma per rendere pubblici costumi e comportamenti tipici". "Ci dispiace aver cancellato il post, sotto il quale stava nascendo anche una bella e civile discussione, ma vogliamo prima di tutto tutelare le persone. Insultare - concludono gli admin - è sbagliato. Così come lo è scegliere i propri coinquilini in base al colore della pelle, il sesso o la nazionalità".

 

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