prima pagina

MEGA ELETTRODOTTO, TERNA SCOPRE TUTTE LE CARTE

La società ha caricato i progetti sul proprio sito
traliccio.jpg

TREVISO – Terna scopre le carte su internet. Per la prima volta, aprendo la sezione “Cantieri per l'Italia” nel sito della società, i cittadini possono vedere i documenti, dalle mappe alle foto, che formano il progetto del mega elettrodotto da 380 mila volt che dovrebbe collegare la centrale di Scorzè al nuovo nodo di Volpago, attraversando il territorio di Zero Branco, Morgano, Quinto, Paese, Istrana e Trevignano.

Una linea, inserita nell'elenco delle opere da avviare con la Legge obiettivo, lunga 34 chilometri, che dovrebbe consentire l'abbattimento di 86 chilometri di vecchi elettrodotti, liberando un migliaio di edifici attualmente sotto i cavi e rivalutando, sono i conti di Terna, oltre 1.800 fabbricati oggi collocati sino a 100 metri di distanza dai tralicci.

Ma la demolizione, qui sta l'aut aut della società, sarà possibile solo se i Comuni scenderanno a patti prima dell'inizio dell'iter autorizzativo, previsto nei prossimi mesi in modo da aprire i cantieri nell'estate del 2013.

Queste le ricadute studiate da Terna, comune per comune, in caso di via libera al mega elettrodotto.

ZERO BRANCO – Nuova linea: 2 chilometri. Linee da abbattere: 3 per un totale di 8 chilometri. Edifici liberati dai cavi: 53 case. Edifici rivalutati: 107 fabbricati.

MORGANO – Nuova linea: 3,8 chilometri. Linee da abbattere: 1 per 4,3 chilometri. Edifici liberati: 46 case. Edifici rivalutati: 79 fabbricati.

QUINTO – Nuova linea: 1,2 chilometri. Linee da abbattere: 2 per un totale di 7,4 chilometri. Edifici liberati: 85 case. Edifici rivalutati: 145 fabbricati.

PAESE – Nuova linea: 9 chilometri (di cui 4 interrati), più due stazioni di servizio e 6 chilometri di raccordi da 132 mila volt. Linee da abbattere: 3 per un totale di 23 chilometri. Edifici liberati: 291 case. Edifici rivalutati: 536 fabbricati.

ISTRANA – Nuova linea: 300 metri (tutti interrati).

TREVIGNANO – Nuova linea: 1 chilometro. Linee da abbattere: 1 per 500 metri.

VOLPAGO – Nuova linea: 2,5 chilometri, più una stazione elettrica, in corrispondenza degli esistenti elettrodotti “Sandrigo-Cordignano” e “Scorzè-Soverzene”, e 1 chilometro di raccordi. Linee da abbattere: 2 per un totale di 4,6 chilometri. Edifici rivalutati: 18 fabbricati. Di seguito le ricadute nei comuni che non vedranno la costruzione del mega elettrodotto da 380 mila volt.

TREVISO – Un chilometro di linea nei pressi di via Castagnole verrà abbattuto e ricostruito. Edifici rivalutati: 15 fabbricati.

POVEGLIANO – Nuove linee: 6 chilometri di raccordi da 132 mila volt. Linee da abbattere: 3 per un totale di 6 chilometri. Edifici liberati: 68 case. Edifici rivalutati: 149 fabbricati.

PONZANO – Nuove linee: 3 chilometri di raccordi da 132 mila volt. Linee da abbattere: 3 per un totale di 10 chilometri. Edifici liberati: 46 case. Edifici rivalutati: 187 fabbricati. Mauro Favaro

 

 
Data di pubblicazione: 12-01-2012
Data ultima modifica: 12-01-2012

Commenta questo articolo

Anonymous // 12/01/2012 21:01
Copio & incollo:"Il Veneto

Copio & incollo:
"
Il Veneto è caratterizzato da un elevato consumo di elettricità. Tuttavia il Veneto produce meno della metà di quel che consuma (deficit energetico regionale pari a -57,6% dei consumi): deve perciò importare l’energia elettrica di cui ha bisogno dalle Regioni vicine, utilizzando le “autostrade dell’energia”, cioè il sistema delle linee di trasmissione, che è fondamentale sia efficiente e sicuro.

Oggi la rete di trasmissione del Veneto rappresenta una sezione critica dell’intero sistema elettrico italiano: la Regione ha soltanto due dorsali ad altissima tensione che l’attraversano a nord e a sud, in un sistema di reti (realizzate prima del 1950) caratterizzato da un basso livello di interconnessione e di mutua riserva (magliatura).
L’inadeguatezza della rete di trasmissione in Regione si evidenzia, inoltre, nel confronto diretto con Regioni che hanno caratteristiche analoghe per la presenza di tessuto industriale. Si prenda ad esempio la Lombardia che, come il Veneto, registra un consumo industriale superiore al 50% del totale dei consumi: la densità delle linee ad altissima tensione in Lombardia pari al 153 m/kmq, un valore di più della metà superiore ai 100 m/kmq del Veneto.
Basta dunque un guasto o una manutenzione su un tratto delle due esistenti linee ad altissima tensione, e le province di Treviso e Venezia rischiano di andare “al buio”.
Per risolvere il rischio di blackout cui sono esposte le famiglie e le imprese della Marca Trevigiana e del Veneziano, è indispensabile realizzare al più presto un elettrodotto – chiamato “Trasversale in Veneto” - che colleghi le due linee ad altissima tensione esistenti.
Grazie alla realizzazione della nuova linea, tutta l’area interessata dall’intervento risolverà il rischio di disalimentazioni e blackout.
"

Ma evidentemente i signori imbecilli del NO ad oltranza non si faranno problemi a sobbarcarsi della loro profonda ignoranza. Quelli che giocano con i pannellini pv e le chiacchere a vanvera.

AC // 12/01/2012 12:41
Nel sito Terna è scritto

Nel sito Terna è scritto che "La realizzazione delle demolizioni sarà possibile solo se inserita all’interno di un accordo siglato con i singoli comuni."

Speriamo bene che i sindaci, prima di firmare il contratto per la realizzazione dell'elettrodotto, ne leggano attentamente tutti i punti e clausole varie!

dossier
380MILA VOLT DI ELETTRODOTTO
Dei punti di sutura lunghi anche mezzo chilometro segneranno a breve il volto della Marca. Lo dice il progetto del nuovo elettrodotto da 380 mila volt
dello stesso argomento
in edicola

Il quindicinale n. 799

IO, AZIADE', UN PO' COME ANNA FRANK

Q10_2012-pg1L_129.jpg