18 luglio 2019

Politica

Mattarella firma per Commissione inchiesta su banche

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Lettera del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella ai Presidenti del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e della Camera dei Deputati, Roberto Fico. Nella missiva l'avvenuta promulgazione della legge sull'istituzione di una Commissione d'inchiesta sul sistema bancario e finanziario. "L'ambito dei compiti attribuiti alla Commissione - a differenza di quella istituita nella precedente Legislatura - non riguarda l'accertamento di vicende e comportamenti che hanno provocato crisi di istituti bancari o la verifica delle iniziative assunte per farvi fronte, ma concerne - insieme al sistema bancario e finanziario nella sua interezza - tutte le banche, anche quelle non coinvolte nella crisi e che svolgono con regolarità la propria attività". "Non è in alcun modo in discussione, ovviamente -precisa il Capo dello Stato- il potere del Parlamento di istituire commissioni di inchiesta in settori della vita istituzionale, economica o sociale, tenendo conto, peraltro, dei limiti all'attività delle commissioni derivanti dalla Costituzione e puntualmente indicati dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale". "Non può, tuttavia, passare inosservato -avverte- che, rispetto a tutte le banche, e anche agli operatori finanziari, questa volta viene, tra l'altro, previsto che la Commissione possa ''analizzare la gestione degli enti creditizi e delle imprese di investimento''. Queste indicazioni, così ampie e generali, non devono poter sfociare in un controllo dell'attività creditizia, sino a coinvolgere le stesse operazioni bancarie, ovvero dell'attività di investimento nelle sue varie forme".

ISTITUTI DI CREDITO E INTERESSI POLITICI - "L'eventualità che soggetti, partecipi dell'alta funzione parlamentare ma pur sempre portatori di interessi politici, possano, anche involontariamente, condizionare, direttamente o indirettamente, le banche nell'esercizio del credito, nell'erogazione di finanziamenti o di mutui e le società per quanto riguarda le scelte di investimento si colloca decisamente al di fuori dei criteri che ispirano le norme della Costituzione".

INCHIESTA NON DEVE INFLUIRE SU NORMALE CORSO GIUSTIZIA - "Il principio di non interferenza e quello di leale collaborazione vanno affermati anche nei rapporti tra inchiesta parlamentare e inchiesta giudiziaria - aggiunge - . Come ha più volte chiarito la Corte Costituzionale, l'inchiesta parlamentare non è preclusa su fatti oggetto di indagine giudiziaria, ferma restando la diversità degli scopi perseguiti da ciascuna istituzione espressa con la formula del ''parallelismo a fini diversi''. L'Inchiesta non deve tuttavia influire sul normale corso della giustizia ed è precluso all'organo parlamentare l'accertamento delle modalità di esercizio della funzione giurisdizionale e le relative responsabilità".

COMMISSIONE E RUOLO - "Il principio di non interferenza e quello di leale collaborazione vanno affermati anche nei rapporti tra inchiesta parlamentare e inchiesta giudiziaria - si legge nel passaggio della lettera - . Come ha più volte chiarito la Corte Costituzionale, l'inchiesta parlamentare non è preclusa su fatti oggetto di indagine giudiziaria, ferma restando la diversità degli scopi perseguiti da ciascuna istituzione espressa con la formula del 'parallelismo a fini diversi'. L'Inchiesta non deve tuttavia influire sul normale corso della giustizia ed è precluso all’organo parlamentare l’accertamento delle modalità di esercizio della funzione giurisdizionale e le relative responsabilità". "Va", inoltre, "in particolare, escluso che la Commissione, come potrebbe far temere un'erronea interpretazione dell'articolo 3 della legge, possa svolgere attività che rientrino nella competenza di organismi dell'Unione Europea - come la Banca Centrale Europea e l'ESMA - in base a norme non derogabili dal diritto interno".

 

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