20 luglio 2019

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Marciapiedi come latrine, malata di cancro costretta a pulire per tutelare la propria salute

Giovanna Capretta di Valdobbiadene stanca della situazione: “Mi armerò di idropulitrice per mettere fine al degrado”

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

VALDOBBIADENE – “Adesso sono molto arrabbiata. Sono anni che segnalo il problema e nessuno fa nulla”: esordisce Giovanna Capretta di Valdobbiadene raccontando che ogni qual volta viene fatta una manifestazione in centro città, puntualmente qualche maleducato usa, strade e marciapiedi come una latrina, in particolare, sotto ai portici o negli angoli dei condomini e nelle stradine appartate come via Commissaria.

“Io ormai le ho provate tutte e sono esasperata. E non solo io, anche tutti i residenti di quella via. Comunque, oggi pomeriggio mi porto la varechina e la gomma dell'acqua (cose che di solito non tengo in ufficio) e, anche se non potrei per problemi di salute, disinfetterò la strada. Per me e per rispetto di chi abita e passa”. Giovanna ha uno studio di progettazione in centro e non nasconde di essere malata di cancro: una donna energica che si dice rammaricata di veder ridotta così la sua città oltre che di doversi ogni volta confrontare con questo odioso degrado.

La valdobbiadenese ha quindi provocatoriamente postato sui social l’immagine di un calice sporco di vino scrivendoci sotto: “Questa mattina è stato trovato questo cucciolo abbandonato in via Commissaria. È senza collare e senza microchip, pertanto difficile risalire al proprietario. Chiunque lo riconosca lo può ritrovare solo e abbandonato sopra i contatori del civico n. 5. Se non lo vedete potete seguire l'olezzo latrinoso, con l'olfatto. Sta sopra a dove sono abbandonati i fazzolettini di carta usati per l'igiene intima dopo la minzione. Venite a prenderlo, l'abbandono è un reato! Quest'estate non abbandonarlo, portalo in vacanza con te!".

Inevitabilmente, a dispetto anche della sagace ironia, il post ha destato decine di commenti ai quali Giovanna risponde: “Ovviamene la mia vuole essere una provocazione che, a quanto pare, ha avuto esito. Spero solo che sia arrivata anche "all'animale" incontinente che ha irrorato la strada con il proprio personale prodotto. Il bicchiere era la parte più nobile della storia. Una storia che si protrae da anni e che è giusto abbia una fine... purtroppo la gente va in questi luoghi, vicini e un po' fuori vista, per sporcare e fare schifezze. Per questo bisognerebbe fare maggior vigilanza”.

Quindi aggiunge: “Nessuno se la prende con chi organizza le manifestazioni. Questo non era certo (almeno) nelle mie intenzioni. Quanto prendersela con i maleducati che sporcano. Non è per il bicchiere, è perché ogni lunedì mattina in via Commissaria non si respira per la puzza di pipì (quindi il problema si accentua quando ci sono manifestazioni, ma c'è costantemente). E non è decoroso. Oltre a non essere igienico. In quella viuzza ci sono attività professionali e abitazioni. È esasperante vivere questa situazione da anni. È stata segnalata più volte, da più parti, da molte persone, in tutti i luoghi consoni e meno consoni. Non sappiamo più come fare. Quelli che organizzano manifestazioni sono bravissimi, ma non si possono promuovere a vittime ogni volta che qualcuno protesta per qualcosa. Io non ho citato loro anche se è vero: le manifestazioni portano tanta gente ed il problema si accentua”.

Quanto alle istituzioni Giovanna, afferma: “Luciano è un bravissimo sindaco, non si tira mai indietro quando è ora di pulire e lavorare. Tanto di cappello. È un esempio da seguire. (abbiamo anche avuto l'occasione di trovarci per un'iniziativa di pulizia. In questo periodo io non posso, sennò nemmeno io mi tiro indietro); Alessandro è un bravissimo presidente per la Pro Loco, lavora e si dà da fare e non ho assolutamente nulla contro né la Pro Loco, né altre associazioni. Solo che non si può pretendere che le persone stiano sempre zitte. C'è un problema. È conosciuto da anni. È giusto prendere dei provvedimenti per risolverlo. Tutto qui. Io ho proposto più volte di far mettere delle telecamere. Almeno i malfattori vengono ripresi”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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