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27 giugno 2019

Treviso

Manildo contro Contarina:"Ogni euro raccolto deve andare in servizi, non usato per fare cassa"

Il sindaco di Treviso: "Non possiamo chiedere soldi a aziende e famiglie, già così vessate, e poi dirgli che ne abbiamo avanzati"

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TREVISO - “Il compito delle società in house non è di fare utili arricchendosi, ma di investirli per migliorare i servizi ai cittadini senza costi aggiuntivi. Contarina è una società di proprietà di tutti i cittadini della provincia di Treviso e ogni euro raccolto deve essere restituito, in servizi, a ciascuno di loro. Non utilizzato per fare cassa. Non possiamo chiedere soldi a aziende e famiglie, già così vessate, e poi dirgli che ne abbiamo avanzati. Chiediamo trasparenza”.

È netto il sindaco Giovanni Mandilo nei confronti del Consorzio e di Contarina Spa che lunedì sera ha riunito in assemblea i soci per l’approvazione del bilancio 2017.

“Anche quest'anno la società ha chiuso con un utile lordo di oltre 3 milioni di euro – spiega il sindaco - Il Comune di Treviso in assemblea, seguito da Monastier e Silea, si è però astenuto”. Le ragioni sono contenute nella relazione letta in assemblea dall’assessore delegato e inviata alla società nei giorni precedenti, in cui venivano richiesti chiarimenti in merito ad alcune questioni inerenti il bilancio. Il presidente del Consorzio infatti, sostenendo che gli uffici avevano ritenuto che la relazione non inficiasse il contenuto del bilancio, si era rifiutato di condividerla con l'assemblea.

"Credo che, specie in una società a totale partecipazione pubblica, la trasparenza venga prima di tutto. Ritengo incomprensibile e inaccettabile il rifiuto del Presidente del Consorzio di condividere la relazione in assemblea. Una società in house – prosegue il primo cittadino - a piena partecipazione pubblica ha il dovere di reinvestire tutto ciò che incassa in servizi ai cittadini. Non ha senso chiudere con utili così elevati su cui vengono pagate imposte molto rilevanti, quest'anno pari a più di 2 milioni di euro. Siamo convinti che i soldi incassati dai cittadini devono essere tutti reinvestiti in servizi. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto che il nuovo piano cestini, che ne prevede la sostituzione e la razionalizzazione, venga attuato a costo zero”.

Il nuovo progetto cestini infatti prevedeva però ancora una volta di mettere le mani nelle tasche dei trevigiani, aumentando le tariffe per coprire il costo dell’investimento. Di qui la proposta del Comune di Treviso, accolta all’unanimità da tutti i sindaci del Bacino, di realizzare l’intervento, reinvestendo l'utile. “Grazie ai colleghi dei Comuni aderenti abbiamo raggiunto un traguardo importante per garantire la cura e il decoro delle nostre città – chiude il sindaco – senza costi aggiuntivi per i residenti”.

 

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