21 agosto 2019

Montebelluna

"Manca personale in ostetricia a Montebelluna, situazione insostenibile"

La Cgil chiede di garantire risorse stabili e sufficienti per continuare un servizio di qualità

Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

MONTEBELLUNA – La Cgil Treviso denuncia la situazione di carenza di organico nei reparti di Ostetricia a Montebelluna e nella vicina Castelfranco. “La situazione è ormai critica – spiegano Sara Tommasin e Andrea Artuso della FP Cgil di Treviso – il personale ostetrico dei presidi di Montebelluna e Castelfranco si trova a fronteggiare una carenza di organico cronica, nonostante le ripetute segnalazioni da parte del sindacato. C’è chi arriva ad accumulare addirittura 100 giorni di ferie arretrate, 150 ore di straordinario, mentre malattie lunghe e gravidanze (sono 5 su Castelfranco attualmente) non sono sostituite”.

Il sindacato spiega poi che: “La situazione appare ancor più critica proprio ora che iniziano le ferie estive, con il personale costretto a continui rientri in servizio per garantire una continuità assistenziale. In una società che già vede una scarsa natalità, il diritto alla maternità deve essere supportato e non disincentivato o inibito a fronte di servizi messi in difficoltà. A distanza di più di un anno, non c’è stata alcuna programmazione adeguata ma soltanto un tamponamento dell’emergenza con personale precario o dislocato da altri servizi ambulatoriali e territoriali, creando ulteriore disagio per l’utenza di altri ambiti”.

“E le stesse problematiche le riscontriamo sul versante medico, in quanto oramai i ginecologi assunti in Ulss si contano sulle dita di una mano e il resto è affidato a medici a gettone – dichiarano Sara Tommasin e Andrea Artuso -. La carenza di medici è dettata da un lato dai pochi disponibili sul mercato, dall’altro è degenerata col mancato rinnovo contrattuale. Ecco perché una giusta retribuzione, e un adeguamento delle altre indennità, sicuramente ridurrebbe il divario tra il medico assunto e quello a gettone. È assurdo che, attualmente, risulti più vantaggiosa la chiamata a gettone (anche 600 euro per una notte) che l’assunzione, che vede uno stipendio inferiore, un elevato numero di straordinari non pagati, continui rientri e guardie. Senza dimenticare che i fondi per le chiamate estemporanee non sono certo infiniti”.

Questa la richiesta della Cgil Treviso per l’ospedale di Montebelluna e quello di Castelfranco: “Ecco perché come FP Cgil continuiamo a sostenere che i punti nascita di Montebelluna e Castelfranco, che contano circa 1.000 parti all’anno, vanno sostenuti garantendo risorse stabili e sufficienti ad assicurare, oltre alla salute e alla sicurezza degli utenti, anche quella del personale che, con dedizione ed elevata professionalità, sta garantendo il servizio con altissimi standard di qualità, a discapito del proprio recupero psicofisico e della propria famiglia”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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