22 settembre 2019

Nord-Est

Lupo ucciso a fucilate in Veneto, la denuncia della Lav

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La Lega anti vivisezione ha diffuso l'immagine di un lupo rinvenuto morto ieri, martedì, nei pressi di Roveré Veronese, in Lessinia, con evidenti ferite da arma da fuoco. "Abbiamo appreso da fonti certe - informa la Lav in una nota - l'ennesimo atto di bracconaggio, un gesto criminale di estrema crudeltà e gravità che non deve restare impunito".

 

Il cadavere del lupo è stato rinvenuto da un agricoltore nella mattinata di ieri in un'area rurale fuori dal centro abitato di Roveré. L'animale, un esemplare adulto in apparenza sano, sarebbe stato ucciso da un fucile da caccia caricato a pallettoni "un dettaglio - commenta Massimo Vitturi, responsabile LAV Animali Selvatici - da non trascurare: se davvero, come risulta dalle prime indiscrezioni, il lupo fosse stato ucciso con un comune fucile, ciò significherebbe maggiore difficoltà nel rintracciare l'autore di questo gesto ignobile in quanto, a differenza di una carabina a canna rigata, l'analisi del proiettile esploso da questo tipo di arma non consente di risalire a chi lo ha sparato".

 

I Carabinieri sono intervenuti sul luogo e il cadavere dell'animale trasportato all'Istituto Zooprofilattico di Verona per i rilievi necroscopici. "Quello di oggi - aggiunge Vitturi - è l'ultimo di una lunga serie di atti di bracconaggio, certamente un gesto individuale ignobile ma anche il prodotto di comportamenti politici errati, come i vari tentativi di derogare al divieto assoluto di uccisione, uno tra tutti il progetto di Legge depositato presso la stessa Regione Veneto dalle forze di maggioranza, o come il lungo iter di approvazione, non ancora concluso, di un Piano lupi che potrebbe reintrodurre la possibilità di uccidere questi animali mettendo a rischio doppiamente questa specie, sia sul piano pratico che a livello di comunicazione, veicolando il messaggio, fortemente sbagliato, che possano esistere uccisioni giustificabili".

 

"Attenderò il report dei carabinieri forestali e l'esito dei rilievi necroscopici da parte dell'Istituto Zooprofilattico delle Venezie prima di pronunciarmi sulla dinamica dell'uccisione". Questa la presa di posizione sull'episodio dell'assessore veneto all'Ambiente, Giuseppe Pan. "Certo è - prosegue Pan - che non posso non mettere in connessione questo grave episodio con l'alto clima di tensione che si è venuto a creare nelle aree montane del Veneto, tradizionalmente vocate alla pastorizia e all'allevamento, di fronte al proliferare incontrollato del lupo. Purtroppo lo 'status' di protezione totale e di intoccabilità sancito dalla legislazione europea e nazionale mette in crisi l'equilibrio ecologico tra prede e predatori. E il protrarsi delle non decisioni in sede nazionale ed europea non fa che esasperare gli animi".

 

"Da parte nostra, come assessorato regionale - aggiunge - abbiamo messo in campo ogni possibile strumento per prevenire incursioni e attacchi, proteggere greggi e allevamenti con recinti elettrificati, con cani da pastore e sistemi di dissuasione e di geolocalizzazione del lupo e con rinforzi ai malgari, nonché stanziando congrui indennizzi per i capi predati". Secondo Pan "il problema della difficile convivenza tra uomo e lupo potrà essere affrontato in modo serio solo articolando in modo diverso le direttive europee e riaprendo un confronto onesto tra Stato e Regioni sul piano nazionale di gestione del grande carnivoro. Direttive e piano dovranno prendere in considerazione l'effettiva presenza territoriale del lupo in Italia - conclude - e contemplare misure mirate di riequilibrio tra attività antropiche e fauna predatoria protetta".

 

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