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20 giugno 2019

Esteri

Libia, "rischio guerra totale"

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Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, è tornato a chiedere la "fine immediata" delle operazioni militari in Libia, dove migliaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie case a sud di Tripoli, dove più intensi sono i combattimenti. Secondo quanto si legge in una nota del suo portavoce, Stephane Dujarric, Guterres ha esortato ad una de-escalation per "prevenire una guerra totale" tra le forze del generale Khalifa Haftar e quelle del consiglio presidenziale di Tripoli.

 

Il numero uno del Palazzo di Vetro - che proprio la settimana scorsa era stato in missione in Libia, prima da Serraj e poi da Haftar a Bengasi - ha ribadito che "non c'è una soluzione militare al conflitto" e ha rivolto un appello a "tutte le parti perché si impegnino a un dialogo immediato per raggiungere una soluzione politica".

 

Ieri le forze guidate da Haftar hanno bombardato l'aeroporto di Mitiga, l'unico funzionante del Paese. Un attacco più che altro dimostrativo, che mirava a creare confusione, ma in un certo senso "anche a inviare un messaggio alla milizia salafita Kara, schierata a presidio della struttura, che Haftar sperava avrebbe saltato il fosso", hanno sottolineato fonti libiche. Intanto, nella tarda serata di ieri, il premier Giuseppe Conte ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio presidenziale libico Fayez Serraj.

 

A quanto apprende l'Adnkronos, Conte e Serraj hanno discusso della situazione nel Paese. Il premier ha ribadito il no alla violenza e ha fatto appello alla fine del conflitto e alla ripresa del dialogo politico tra le parti per arrivare alla stabilizzazione del Paese.

 

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