LAVORO&LAVORO, DE MARCO E DALL'AGATA CHIEDONO ALLA PROVINCIA DI AIUTARE I LAVORATORI
Servono anche coperte, cibo e bagni chimici per portare immediato conforto ai lavoratori i presidio
Ponzano Veneto - Una mattina assieme ai lavoratori della Lavoro&Lavoro a portare la solidarietà e prendere visione direttamente della situazione. L’hanno trascorso Luca De Marco, Stefano Dall'Agata consiglieri provinciali, Sinistra Ecologia Libertà, e candidati alle prossime elezioni regionali. “Abbiamo trovato dei lavoratori che stanno vivendo con dignità una situazione davvero pesante.
Famiglie senza stipendi da mesi (fino a dicembre ricevevano la busta paga, senza i soldi, dopo neanche più quella), alcune delle quali si sono viste tagliare la luce o il gas, non avendo i soldi per pagare le bollette, altre che non riescono ad ottemperare all'affitto o alla rata del mutuo e perciò vengono bollate come inaffidabili al credito.
Lavoratori che non possono esibire le buste paga, perché non ci sono, e gli altri documenti necessari per avere il rinnovo del permesso di soggiorno, o il ricongiungimento famigliare” hanno detto De Marco e Dall'Agata che hanno promesso ai lavoratori di chiedere alla Provincia di adoperarsi fino in fondo per la soluzione delle diverse problematiche prodotte ai lavoratori dall'azienda.
“L'ottenimento della cassa integrazione e del suo anticipo in primo luogo, la possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, il rapporto con le banche nel caso di mutui, le utenze domestiche e così via”. I due consiglieri chiederanno alla di rifinanziare il fondo per i lavoratori in crisi e le famiglie in difficoltà, ormai esaurito, e rivedere i criteri. “La Provincia ha infatti voluto escludere i lavoratori stranieri dalla possibilità di ricevere il contributo.
In pratica, nel caso della Lavoro&Lavoro, nessun lavoratore ha potuto accedere all'aiuto della Provincia. Chiediamo inoltre che si vada fino in fondo nel chiarire le dinamiche che portano a questo tipo di crisi aziendali. Non vorremmo che il caso si inserisca in un certo modo di fare impresa e in un certo sistema di fornitura e subfornitura, fatto in modo che alla fine tutti i problemi si scarichino sempre e solo sui più deboli”.
Visto che il presidio sta durando da qualche giorno e dura giorno e notte i due consiglieri si appellano al buon cuore di tutti e chiedono coperte e generi alimentari, ma soprattutto l'installazione di uno o più bagni chimici, al servizio dei lavoratori del presidio che sostano fuori dallo stabile e dormono nelle auto.
Il clamoroso video del testamento biologico di Paolo Ravasin, pubblicato in internet, crea scalpore attorno a una questione legale ed etica delicata e ancora controversa.



07/07/2010
Invia nuovo commento