16 dicembre 2019

Castelfranco

La Lav contro Porcomondo, la rassegna di Riese dedicata al maiale

La Lega Anti Vivisezione: “Indifferenza verso la sofferenza animale”

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RIESELa Lav contro la rassegna dedicata al mondo del maiale di Riese “Porcomondo”, in corso in questi giorni.

“Il mondo (o meglio la parte di mondo consapevole) diminuisce il consumo di carne e insaccati e Riese Pio X che fa? Inaugura una ‘rassegna’ all'insegna dell'indifferenza verso la sofferenza animale, in questo caso i maiali, i risaputi danni alla salute umana a causa dell'eccessivo consumo di carne, il disastro ambientale causato in massima parte dagli allevamenti intensivi e dal loro impatto sul nostro pianeta – recita un comunicato diffuso dalla Lega Anti Vivisezione di Treviso -. Il detto impatto ambientale non è causato dagli allevamenti intensivi a detta di noi animalisti e in quanto tali di parte, ma secondo economisti, studiosi del clima e testate giornalistiche a livello mondiale”.

 

“Mentre è cresciuta la sensibilità verso natura e animali nei paesi sviluppati, come dicevamo, il consumo di carne e derivati animali è destinato a raddoppiare entro il 2050, specialmente a causa dell'aumento delle richieste da parte dei paesi in via di sviluppo che copiano un modello ormai obsoleto di cultura occidentale – prosegue il comunicato -. E in controtendenza con quanto succede nel resto del “vecchio continente”, da giovedì corso, a Riese Pio X, si svolge un festival dedicato al maiale, o meglio alla sua carne. Nonostante il suino sia un animale dotato di spiccata intelligenza, grandi abilità cognitive e ovviamente sensibilità, come tutti gli animali del resto.

Nonostante l'allevamento intensivo di questo animale sia uno dei peggiori possibili, come abbiamo già riportato al Parlamento Europeo con la campagna di sensibilizzazione End Pig Pain: gli spazi che un maiale deve condividere con i propri simili sono così ridotti che deve convivere con i proprio escrementi anche se è un animale pulitissimo, mentre la scrofa che sta per partorire viene immobilizzata in una sorta di gabbia fino allo svezzamento dei piccoli (che spesso avviene precocemente e in alcuni casi, anche tra i 21 e 28 giorni), così da non schiacciarli e non perdere cuccioli destinati all'ingrasso, i lattonzoli (i piccoli) maschi vengono castrati alla nascita senza anestesia e i denti di tutti i cuccioli strappati senza pietà nonostante le urla. Chi penserebbe di fare altrettanto con un cane o un gatto? Le leggi italiane d’altronde non lo permetterebbero, classificando questi comportamenti come “maltrattamento” e punendoli anche con il carcere.  Come abbiamo già affermato nel recente comunicato riguardo la festa svoltasi a Pieve di Soligo a proposito di un megaspiedo da ‘record’ di ben 1500 quaglie, se non cambieranno le abitudini alimentari dovremo guardare in faccia la morte di un intero Pianeta e delle sue meravigliose creature”.

 

“A fronte di tutto questo – chiude la nota - perché Riese Pio X non sceglie una "rassegna" più etica e con un inferiore impatto ambientale? Addirittura lo fa in collaborazione con le scuole, come a dare il messaggio ai giovani che gli animali sono fatti per diventare cibo, in contrasto con le leggi sia nazionali che europee, che riconoscono il loro status di esseri senzienti e da proteggere, anche in agricoltura”.

 

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