18 ottobre 2019

Nord-Est

L’Autonomia della Regione Veneto

Intervista al Ministro Federico D’Incà

Pietro Panzarino - Vicedirettore | commenti |

BELLUNO - Il Ministro Federico D'Incà, nato a Belluno nel 1976, dopo il diploma all’I.t.i.s. “G. Segato” si è laureato in economia all’Università di Trento (2000) e, nella sua ultima esperienza, ha lavorato in qualità di analista di sistemi di gestione informatica. Dal 2010 diventa attivista del Movimento 5 Stelle, mentre nel 2011 si è impegnato nei 4 Sì ai referendum abrogativi. Nel 2012 è tra i promotori delle liste civiche M5S a Belluno e Feltre, candidandosi come consigliere comunale.

Nel 2013 da candidato con il Movimento 5 Stelle alle politiche è stato eletto deputato, nella circoscrizione VIII Veneto 2.

Nel 2018 è rieletto e viene nominato questore della Camera dei deputati. Fa parte della Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, del Comitato per la Comunicazione e l'Informazione Esterna, del Comitato di Vigilanza sull'Attività di Documentazione, del Comitato per gli Affari del Personale, del Comitato per la Sicurezza.

Interessato all’ambiente e all’innovazione, è stato vice presidente della Commissione Parlamentare di inchiesta per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione (2016).

È sposato con Laura e ha una figlia. E’ Ministro per i rapporti con il Parlamento nell’attuale Governo Conte bis.

Ha accolto l’invito per un’intervista in esclusiva per Oggitreviso.

 

  1. La funzione del Ministro dei Rapporti con il Parlamento... E’ centrale nei rapporti tra Governo e Parlamento, per fissare il calendario delle sedute, gestire i rapporti con i capogruppi e con le Commissioni Parlamentari. Mi avvalgo della collaborazione dei Sottosegretari Simona Malpezzi e Gianluca Castaldi. In questa mia nuova esperienza mi ispiro secondo la logica di “creare dei ponti e abbattere i muri”, cercando di favorire la velocizzazione dei provvedimenti, nel rispetto del Parlamento.
  2. Nella prima fase di questa legislatura è stato uno dei tre Questori della Camera: quali sono stati i provvedimenti più significativi in tale veste? Prima di tutto è stato operato il taglio dei vitalizi di 2300 parlamentari, che, ovviamente, hanno cercato di resistere a questa novità. Inoltre con provvedimenti vari sono stati risparmiati 100 milioni, che sono stati restituiti al bilancio dello Stato per essere utilizzati a favore della protezione civile e dei terremotati. Mi sono impegnato e continuo a farlo per favorire la digitalizzazione di tutti i lavori parlamentari per renderli anche più efficaci . Per ultimo vorrei ricordare il recente provvedimento per per ridurre l'uso della plastica, denominato "plastic free".
  3. In veste di parlamentare del Veneto sicuramente ha tenuto presente i problemi della nostra regione: può ricordarci qualcuno dei provvedimenti? Nel primo anno di legislatura, il Governo ha istituito il fondo indennizzo risparmiatori (Fir), con una dotazione di 1.575.000.000 di euro nel triennio 2019-2021: è uno strumento a favore dei cittadini truffati dalle banche. Inoltre sono stati assegnati 900 milioni per ridurre i danni della VAIA, il maltempo sul Triveneto del 26-30 ottobre dell’anno scorso.
  4. Tocchiamo ora un argomento molto delicato: l'autonomia, richiesta dalla Regione Veneto dopo il referendum popolare… L'autonomia delle Regioni ha messo in luce eccessive aspettative, sia positive, ma anche negative. Ha compromesso i rapporti di fiducia all'interno del Paese. Insieme ai due ministri Francesco Boccia per gli Affari Regionali e Giuseppe Provenzano per il Sud stiamo lavorando a un compromesso al rialzo, puntando alla creazione di un laboratorio pragmatico, di durata triennale con lo studio delle carte alla mano. Il tutto nella logica di un dialogo senza spaccatura.
  5. Riserviamo l'ultima domanda sulla sua provincia ossia Belluno. Attendiamo con fiducia e speranza due grossi eventi sportivi: il campionato del mondo nel 2020 e le Olimpiadi nel 2026. Inoltre la nostra provincia deve diventare un centro e un laboratorio per lo studio di un grave fenomeno ossia il calo demografico soprattutto sulle Dolomiti. Né possiamo dimenticare la grave tempesta che ci ha colpito nell'autunno scorso: la Vaia. Bisognerà controllare e verificare il dissesto idrogeologico e mettere in moto meccanismi, che in qualche modo aiutino a prevenire certi disastri, che sicuramente dipendono anche dal riscaldamento globale.      pietro.panzarino@oggitreviso.it

 



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