13 dicembre 2019

Intanto mi presento

Categoria: Altro - Tags: vino, Michela Pierallini, Vinci

Michela Pierallini | commenti | (4)

Lo so, birichino non è proprio il termine giusto per definire un vino ma in questo caso ho fatto un’eccezione alla regola e ho giocato con le parole.

 

Questo è un nuovo blog che parlerà di vino e di tutto quello che c’è intorno, dalle radici della vite all’etichetta sulla bottiglia, dal vino di casa nostra a quello che si trova in giro per il mondo. Non è stato facile trovare il nome giusto, e non è detto che questo lo sia, però rappresenta lo stile di questa rubrica e anche il mio. Mi presento, mi chiamo Michela, comunico il vino e sono birichina. Il primo articolo lo dedico alle presentazioni, sarà banale, ma l’idea che tu sappia chi c’è dietro a questo testo, mi sembra carina. Sono nata e cresciuta in piena campagna, allo stato brado e con la massima libertà di espressione perciò non mi sono mai limitata nel salire e scendere dagli alberi, saltare dai rami, correre e rotolare sui campi incolti e altre variopinte peripezie.

 

Il lato negativo di tutto questo è che ogni giorno tornavo a casa con i vestiti piuttosto sporchi e con qualche abrasione qua e là perciò diciamo che ho pesato sul bilancio del detersivo e sui cerotti. Il lato positivo è che tutto quello che ho vissuto a contatto con la natura ha creato in me un indescrivibile archivio di immagini, di suoni, di profumi e di sapori. Mi sono innamorata della natura e di ciò che di buono, bello e sano ci regala ogni giorno.

 

A chi interessa la geografia dico che sono una toscanaccia

 

A chi interessa la geografia dico che sono una toscanaccia, cresciuta sulle colline di un paesino chiamato Vinci, reso famoso da quel Leonardo che dipinse la Gioconda. A chi piace l’astrologia confido di essere un toro ascendente leone, molto godurioso e piuttosto mattacchione. Mi sono sempre divertita molto nell’orto, in giardino e in cucina. Ancora oggi adoro sbirciare dentro le pentole sul fuoco e inzuppare un pezzo di pane nel sugo in cottura, tanto non c’è nessuno che sgrida… Il pranzo e la cena sono sempre stati momenti di gioia e convivialità, e la bottiglia di vino ha sempre accompagnato la caraffa dell’acqua. Vino del contadino, vino dell’amico di famiglia, comunque vino rosso e abbastanza alcolico. A me non era permesso berlo eccetto nella giornata delle uova alla coque.

 

Una volta finito l’uovo, babbo mi versava un pochino di vino nel mezzo guscio vuoto, così pochino che sembrava un’idea! Per me era una magia, un rito, direi. Ho iniziato così la mia storia vinosa, attraversando vendemmie, corsi di avvicinamento al vino, studi di agraria ed enologia, passando per l’università di Firenze, Pisa e, infine, Padova. Ho lavorato in ogni comparto del vino, in cantina, in laboratorio e in ufficio. Mi sono sperimentata anche nella potatura delle viti ma con pessimi risultati. Mi piace condividere emozioni e amo scrivere. Ho coniugato le due cose e ne ho fatto la mia attuale professione, comunicazione. Mi fermo qui, credo che sia sufficiente! Il blog tratterà argomenti leggeri, frivoli, impegnativi e didattici, praticamente non ci saranno limiti alla fantasia. Lascio una finestra aperta a chi vorrà contribuire con una domanda, o un’idea, oppure una critica, purché costruttiva. Grazie per aver letto fino a qui e alla prossima puntata.

 



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Troppo simpatica, Michela!

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grazie Emanuela :-)

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Aspettiamo con ansia la prossima puntata. Notiamo intanto, con piacere, la trasformazione del cipiglio della foto in chiusura nel dolce sorriso della foto accanto al titolo. Sarà merito dell'uva ?!

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grazie! Riguardo alla foto, potrebbe essere, l'uva mi addolcisce e il vino mi rallegra.

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