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14 novembre 2018

Vittorio Veneto

Inghiottiti dal Bus de la Lum: come considerare le vittime delle foibe del Cansiglio?

La domanda di Michele Bastanzetti del Sac

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CANSIGLIO - Oggi, 10 Febbraio - Giornata del Ricordo, la domanda di Michele Bastanzetti del Sac,esente da qualsiasi intento sterilmente polemico, porta di nuovo sotto i riflettori una questione irrisolta. "In che modo dobbiamo considerare gli infoibati del Cansiglio? - chiede - Vanno ricordati assieme a quelli delle foibe del confine orientale? Nel pannello illustrativo collocato presso il Bus de la Lum chiunque può leggere che nel 1950 gli speleologi di Trieste individuarono nel fondo del pozzo 28 salme.

 

Un rapporto dei Carabinieri di Vittorio Veneto datato 16 luglio 1949 ipotizza che solo il Bus de la Lum possa aver inghiottito 300 salme. A queste ne andrebbero sommate altre, finite in qualcun altro delle decine di inghiottitoi del Cansiglio tanto che c’è chi come il sen. Antonio Serena azzarda che il numero complessivo possa arrivare a 500. (pag 159 de “I fantasmi del Cansiglio”).

 

Al contrario il Prof. Pierpaolo Brescacin ne “Il sangue che abbiamo dimenticato” pag 107 e seguenti sostiene che “”nel Bus de la Lum non è stata perpetrata alcuna strage", che in esso “vennero recuperate complessivamente una quindicina di salme” che “nessuna ferocia venne perpetrata nei confronti dei prigionieri, che vennero sempre passati per le armi prima di essere gettati nel pozzo”.

 

Altri inghiottitoi del Cansiglio che hanno restituito dei resti umani sono la foiba di Pian della Pitta loc Casera Prese il 21 settembre 1948; il “Bus de la Spelonca” nel 1959, il Bus dei Chinet nel 1964. Gli ultimi recuperi di ossa umane avvennero nel 1992 (Verbale Carabinieri di Caneva) nel Bus de la Lum. Da ricordare che la Divisione Nannetti, che controllava quel territorio durante la guerra civile 1943-45 è insignita della Cittadinanza Onoraria di Vittorio Veneto.

 

Non sapremo mai con precisione quanti furono gli infoibati del Cansiglio né tutti i loro nomi né le loro colpe individuali né le modalità dei processi e delle esecuzioni. Sappiamo solo con certezza che queste cose accaddero appena una settantina d’anni fa: italiani contro italiani.

 

Ciò dovrebbe indurci a pregare per vittime e carnefici, accomunati da questa immensa tragedia, ed a meditare, anzitutto nelle scuole (come prevede la legge sulla Giornata del Ricordo) su quanto poco ci voglia ad una società di fratelli, per sprofondare nei più spaventosi abissi del male".

 

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