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11 dicembre 2018

Treviso

INDUSTRIA MANIFATTURIERA, PRODUZIONE IN CALO DEL 4,9%

L'analisi della camera di commercio di Treviso

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TREVISO - Anche il manifatturiero trevigiano ha risentito, nel 2° trimestre 2012, dell’aggravamento della situazione economica europea nonché del rallentamento dell’economia mondiale nel suo complesso: rispetto allo stesso trimestre di un anno fa si registra un calo della produzione, un’ulteriore contrazione del fatturato interno e un fatturato estero stabile.

Tuttavia, nel breve periodo, gli stessi indicatori non peggiorano ulteriormente: la produzione rimane stabile e il fatturato recupera, in parte, la flessione del trimestre precedente, grazie alle vendite all’estero.

Tengono anche i nuovi ordinativi dall’estero, ma continua ristagnare la raccolta ordini dal mercato interno. 

Il monitoraggio congiunturale del comparto manifatturiero condotto da Unioncamere del Veneto, ha coinvolto in questo trimestre del 2012 circa 680 imprese della provincia di Treviso, di cui quasi 500 con dieci addetti e più. 

Produzione Il prolungarsi della nuova ondata recessiva si traduce per le imprese manifatturiere trevigiane in una flessione della produzione del -4,9% su base tendenziale. Questo calo, che accomuna quasi tutti i settori (l’unica voce fuori dal coro è l’alimentare con un +2,6%), è sicuramente influenzato dal termine stesso di confronto: nel secondo trimestre dello scorso anno le spinte al recupero non si erano ancora esaurite. Nel breve periodo, invece, la produzione appare in sostanzialmente stabilità (+0,4% rispetto a marzo) anche se questo risultato è frutto, per la maggior parte dei settori, di una compensazione fra gli incrementi realizzati dalle imprese con 50 addetti e più (+2,4%) e le ulteriori flessioni delle piccole imprese (-1,1%). Continua a scendere, invece, l’orizzonte temporale di produzione assicurata degli ordini acquisiti che si attesta in media a poco più di un mese, toccando un minimo di 24 giorni nel legno arredo, e arrivando al massimo a 66 giorni nei macchinari.

Fatturato Per il fatturato, che pur si posiziona 6,3 punti sotto i livelli di un anno fa, si registra un lieve recupero congiunturale (+2,9%), cui hanno maggiormente contribuito le vendite all’estero (+5,9%). Questo vale in particolare per il legno arredo, il cui fatturato estero cresce su base trimestrale del +9,5% a fronte di un incremento di quello complessivo del +4,3%, ma anche per il settore della carpenteria metallica che, rispetto a tre mesi fa aumenta le vendite all’estero del +18,1% (si tenga presente che sull’entità di questa variazione probabilmente influisce l’andamento altalenante delle commesse). In frenata l’industria dei macchinari che, sul fronte estero, realizza una variazione congiunturale sotto la media (+2,9%). Questo settore particolarmente vocato all’export, con molta probabilità, risente direttamente del rallentamento della crescita globale.

Ordinativi interni ed esteri Non riparte la raccolta ordini nel suo complesso, anche perché le prospettive di vendita sul mercato estero non sono sufficienti a compensare il perdurare della stagnazione della domanda interna. A livello complessivo, infatti, i nuovi ordini dal mercato estero crescono appena del +2,1% rispetto al trimestre precedente contro una raccolta ordini sul mercato interno del -0,8%. Guardando ai singoli settori economici,vale la pena evidenziare la flessione del -1,7% sulla raccolta degli ordini esteri per i macchinari, settore che, come già sopra sottolineato, appare maggiormente sensibile alle dinamiche congiunturali internazionali.

 

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