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20 giugno 2019

Treviso

Incendia due auto, il piromane di via Pinelli bloccato dai poliziotti appostati: è un 23enne

Il ragazzo, incensurato ed appartenente ad una famiglia normale, non ha spiegato il perché del gesto

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conferenza piromane via pinelli

TREVISO Il piromane di via Pinelli è un 23enne che vive in zona, non studia e non lavora. È un incensurato, prima d’ora non aveva mai avuto problemi con la giustizia. Nella notte è stato colto in flagranza di reato dagli uomini della squadra mobile della Questura di Treviso, aveva appena dato fuoco ad una Peugeot 308 e ad una Nissan Qashqai, entrambe parcheggiate in un’area condominiale.

 

La polizia stava indagando da tempo su numerosi episodi di incendi di natura dolosa avvenuti da maggio scorso, una decina le auto parcheggiate in strada che sono state date alle fiamme. Gli agenti della mobile avevano concentrato da diverso tempo l’attenzione sul ragazzo, appartenente ad una famiglia normale.

Questa notte tenevano sotto controllo la zona e l’hanno visto all’opera. Il giovane è stato bloccato verso le 4, dopo che avevano appiccato il fuoco alle due auto. Per bruciarle aveva utilizzato della carta igienica imbevuta con uno smacchiatore spray, una sostanza accelerante, con cui aveva incendiato prima la ruota anteriore di una delle due auto e poi le fiamme si erano propagate coinvolgendo anche l’altra. Il ragazzo quand’è stato fermato non ha detto alcunché, è rimasto in silenzio.

 

Non è stato chiarito al momento che cosa l’abbia spinto ad incendiare le auto. Si indaga ora per capire se anche gli altri episodi siano attribuibili a lui. Il giovane dovrà rispondere di incendio doloso.

 

Al ragazzo, che pare abbia sempre agito da solo usando, per innescare i roghi, carta igienica imbevuta di alcol o solventi infiammabili, potrebbero però essere attribuiti anche episodi non risolti risalenti ad alcuni anni fa. L'indagato avrebbe spesso scelto fra le autovetture in sosta da incendiare quelle di maggiore valore e di più recente fabbricazione, usando vari espedienti per non rendersi riconoscibile dalle videocamere installate ed attive in vari punti in cui si ritiene abbia agito.

 

 

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