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26 maggio 2017

Treviso

Imprenditore si impicca in fabbrica

Vittima Stefano Busato, 47 anni. Uno dei forni ha continuato a funzionare e si è incendiato disperdendo magnesio

Matteo Ceron | commenti |

QUINTO – Ha deciso di farla finita all’interno della sua fabbrica, la “Ebla” di via Delle Industrie a Quinto di Treviso. La notte tra lunedì e martedì, Stefano Busato, 47 anni, si è impiccato ad una trave in azienda.

Martedì mattina il suo corpo è stato ritrovato senza vita.

Busato ha lasciato uno dei forni dell’azienda acceso, tanto che si è incendiato e c’è stata dispersione di magnesio.

Per questo sul posto, oltre al 118, sono intervenuti anche i vigili del fuoco ed i carabinieri per mettere in sicurezza l’azienda che si occupa di trattamenti metallici.

In fabbrica non sono stati trovati biglietti d’addio, quindi sulle cause che possano aver spinto l’uomo a suicidarsi al momento ci sono solo supposizioni.

È stato riscontato che ultimamente una commessa sarebbe andata male, anche se non sembra che l’azienda fosse messa particolarmente male.

Busato era sposato e papà di due figli.

A rendere fragile lo stato psicologico dell'uomo vi sarebbe un ordine acquisito ma poi revocato da parte di un importante committente.


All'episodio, correlato alle difficoltà che da anni attraversano il comparto metalmeccanico e che non hanno risparmiato la piccola azienda di cui era contitolare, vanno probabilmente aggiunti altri elementi di criticità del suo percorso imprenditoriale. Fra questi, il ripetersi di un guasto tecnico ad uno dei forni usati per il trattamento dei metalli che ne aveva provocato, lo scorso anno, la distruzione.
 

A scoprire il corpo dell'uomo, ormai privo di vita, sono stati dei lavoratori di un'azienda confinante, con i quali la vittima era solita trascorrere tutti i giorni qualche minuto alla macchinetta del caffé. Il gesto pare più dovuto ad un momento acuto di scoraggiamento che ad un'azione premeditata, dato che nella sua automobile gli investigatori hanno trovato un quotidiano appena acquistato e che nessun messaggio pare sia stato lasciato per i familiari.

"Sono episodi che continueremo a registrare - ha detto il presidente della Confartigianato di Treviso, Mario Pozza - perché le richieste di aiuto alla nostra associazione vanno aumentando. Proprio questa mattina ho ricevuto la telefonata di un associato in lacrime - conclude - colto dalla disperazione perché la sua banca non vuole rinnovargli un fido di 8 mila euro".

 

 



Matteo Ceron

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