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12 dicembre 2018

Ambiente

Impianti per biometano, le eccellenze italiane.

AdnKronos | commenti |

Roma, 11 ott. - (AdnKronos) - Il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale e il primo distributore per automezzi che eroga biometano a Vittorio Veneto (Tv): sono queste alcune delle eccellenze italiane del biometano da Forsu (Frazione organica del rifiuto solido urbano) messe in evidenza dal Consorzio italiano compostatori (Cic) nel corso della seconda conferenza nazionale “L’era del biometano”, la giornata organizzata da Legambiente e finalizzata a raccontare lo stato dell’arte del ruolo del biometano nella copertura dei fabbisogni energetici del paese, e a rendere sempre più concrete le opportunità per aziende e territori.

“Il 2018 ha segnato una svolta importante con l’approvazione del decreto per la promozione dell’uso del biometano nel settore dei trasporti e le agevolazioni per le imprese a forte consumo di gas naturale”, commenta Alessandro Canovai, presidente del Cic. “Un passo che, insieme all’approvazione del nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, permette di valorizzare a pieno il rifiuto organico in Italia e di accelerare il percorso che stiamo costruendo verso modelli di consumo più sostenibili”. Il biometano, ricorda il Cic, è una risorsa rinnovabile e naturale che si ottiene dagli scarti organici e che rappresenta un’alternativa al gas naturale estratto da giacimenti.

“I primi risultati cominciano a vedersi”, sottolinea Massimo Centemero, direttore del Cic. “Dopo l’impianto di Montello a Bergamo, il biometano è arrivato anche al Centro-Sud con l’impianto calabrese a Rende, il primo inaugurato in Italia dopo il decreto legge varato a marzo. Una dimostrazione di efficienza imprenditoriale che parte dal Sud Italia, un segnale importante che testimonia come la rivoluzione del biowaste è in grado di coinvolgere tutto il Paese e soprattutto che mette in evidenza quanto le aziende italiane siano pronte a produrre e commercializzare il biometano”.

Considerando il biogas attualmente destinato alla produzione di energia elettrica e il margine di crescita della raccolta differenziata del rifiuto organico, “possiamo stimare al 2025 una produzione potenziale di biometano da frazione umida di circa 500 milioni di Nm3/anno, e un potenziale complessivo di 0,8 miliardi di Nm3/anno, se si considera l’intero ammontare di rifiuti organici prodotti in ambito urbano”, aggiunge Centemero. “Grazie all’upgrading del biogas a biometano, nel corso del 2018 e nel 2019 si potrebbero avere già circa 200 mln di Nm3/anno di biometano da Forsu”.

Oltre a numerose esperienze condotte a livello sperimentale in Italia, tra le eccellenze il Cic segnala quelle che per prime hanno intrapreso la produzione di biometano da Forsu su scala industriale. A Rende (Cs), la Calabra Maceri, azienda consorziata Cic, ha inaugurato a settembre il primo impianto di biometano del Centro-Sud Italia connesso alla rete nazionale del gas naturale per gli usi industriali, residenziali e per l’autotrazione.

L’impianto è in grado di trasformare 40.000 tonnellate annue di raccolta differenziata in 4,5 milioni di metri cubi di biometano annui, e può inoltre 10.000 tonnellate di ammendante compostato, fertilizzante ideale per l’agricoltura biologica. Il biometano per autotrazione, prodotto grazie a un sistema di purificazione del gas, consente di percorrere 90.000.000 km che, con una media di 20.000 km annui a mezzo di trasporto, può alimentare fino a 4.500 autovetture, con un risparmio complessivo di oltre 16.200.000 kg di CO2 all’anno (3.600 kg per auto). Se riferito a consumi domestici, la stessa produzione può soddisfare il fabbisogno energetico annuale di circa 5.000 famiglie per approvvigionamento di gas per cucina e riscaldamento.

A Vittorio Veneto è stato invece inaugurato a settembre il primo distributore di Biometano proveniente dalla trasformazione del rifiuto organico. Ad ora il biometano derivato da rifiuto organico, ottenuto presso l’impianto Sesa di Este (Padova), viene utilizzato per alimentare la flotta della società di raccolta di rifiuti urbani Savno, attiva su 44 comuni della provincia di Treviso.

Un vero e proprio ciclo virtuoso legato ai rifiuti organici: il biometano ottenuto dalla produzione di organico del Bacino potrà coprire oltre l’80% dei km percorsi per la raccolta dell’organico stesso, ovvero circa 1,1 milioni di km all’anno, con un risparmio in termini di semplice acquisto di carburante di oltre 300.000 euro. Savno potrà inoltre risparmiare circa 10 ton di CO2 all’anno per ogni mezzo rispetto ad un veicolo con trazione a gasolio.

Tra le eccellenze italiane, da non dimenticare l’impianto di Montello S.p.A. in provincia di Bergamo, consorziato Cic: entrato in funzione da giugno 2017, rappresenta il primo esempio in Italia nella produzione di biometano esclusivamente dal trattamento dei rifiuti organici della raccolta differenziata urbana e nell’immissione di biometano nella rete di trasporto nazionale. Ogni anno l’impianto recupera e tratta la Frazione Organica Forsu proveniente dalla raccolta differenziata, ricavando oltre al biogas anche il biometano.

L’impianto è in grado di produrre circa 32 milioni di standard metri cubi, cioè l’equivalente quantitativo di carburante necessario ad automobili a metano per percorrere circa 640 mln di chilometri. Inoltre, l’impianto di Montello non emette emissioni in atmosfera ed è il primo impianto in Italia “Carbon Negative”: recupera dal biogas generato (composto da circa il 60% di biometano e circa il 40% di Co2) anche anidride carbonica (Co2 liquida) destinata ad uso tecnico ed alimentare. In più, dal trattamento del digestato in uscita dai digestori l’impianto produce 90.000 t/a di compost

 



AdnKronos

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