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22 settembre 2017

Vittorio Veneto

"Immerso nei vigneti, fuori mano e superfluo": polemica sul nuovo asilo a Cordignano

I genitori di Ponte della Muda preoccupati per la chiusura del "loro" asilo

Roberto Silvestrin | commenti |

CORDIGNANO - Non vogliono che l’asilo di Ponte della Muda chiuda, e hanno così dato vita ad un comitato e ad una raccolta firme. Con la realizzazione del nuovo asilo a Villa di Villa, infatti, le famiglie temono che il “loro” asilo sia destinato a chiudere, visto che si tratta del più vecchio (un prefabbricato degli anni ‘80) sul territorio municipale.

 

I genitori dell’asilo (una cinquantina di famiglie) hanno protocollato la petizione lo scorso 8 giugno in comune, chiedendo all’amministrazione in incontro pubblico in cui vengano spiegati i motivi che hanno spinto la giunta alla realizzazione delle nuova struttura. Con il nuovo asilo verrà definitivamente chiuso quello di Cordignano, che verrà conglobato in un unico plesso da 90 bambini a Villa di Villa.

 

Il comune spenderà circa un milione e mezzo di euro, e si troverà ad avere, di fatto, ben tre asili, con una capacità massima di 240 posti totali. Il comitato, nella petizione, ha riportato l’andamento demografico degli ultimi anni, facendo notare che, “considerando la natalità stabile per i prossimi 5 anni, i bambini in età per la scuola dell’infanzia saranno circa la metà rispetto ai posti disponibili”. In questo modo ci si troverebbe con tre scuole semi-vuote, e secondo i genitori la prima a “saltare” sarebbe proprio quella di Ponte della Muda.

 

Al comitato non va giù, inoltre, il fatto che il nuovo asilo venga costruito nella frazione con il più basso indice di natalità (5 nuovi nati nel 2013, 7 nel 2014, 4 nel 2015 e 10 nel 2016). C’è poi, come ha sottolineato il portavoce del comitato, Luca De Re, anche una questione logistica: “La gente che va a lavorare difficilmente si sposta verso nord, a Villa di Villa, mentre è molto più probabile che vada verso sud.

 

La frazione di Villa, pur essendo pittoresca, di fatto è mal dislocata nel territorio e logisticamente mal servita, ed i costi eccessivi necessari per il servizio di trasporto pubblico andrebbero a carico delle famiglie”. Il problema riguarda anche il fatto che il nuovo asilo sorgerebbe in una zona ad alta densità di vigneti, “con gravi rischi per la salute dei frequentatori”, sostiene De Re.

 

L’incontro, dopo un primo confronto con il sindaco Alessandro Biz durante la consegna delle firme, non è stato ancora concesso dall’amministrazione: ci sarebbero, secondo De Re, “forti resistenze della giunta Lega-FI affinché quest’incontro non abbia luogo”. Il portavoce ha definito il nuovo asilo una “forzatura”: il comitato vorrebbe invece vedere quel milione e mezzo di euro investito nella ristrutturazione e nell’ammodernamento delle scuole, o in servizi per le famiglie come il pre-scuola ed il post-scuola.

 



Roberto Silvestrin

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