16 luglio 2019

Vittorio Veneto

Hanno sparato a Scottà

L'eurodeputato e consigliere in ospedale: rischia l'occhio

commenti | (5) |

VITTORIO VENETO - Una battuta di caccia finita male, per l'eurodeputato e consigliere comunale Giancarlo Scottà, quella di domenica scorsa. L'ex sindaco di Vittorio Veneto, fucile in mano, stava passeggiando per i campi di Cozzuolo, poco lontano dalla sua abitazione, quando è stato beccato da un pallino che gli ha sfiorato l'occhio destro.

 

L'eurodeputato ha dovuto correre in ospedale. E tuttora si trova ricoverato nel reparto oculistica dell'Ospedale di Conegliano. Pare che il pallino gli abbia lesionato la cornea e non è escluso che abbia bisogno di un intervento chirurgico.

 

Sulle esatte dinamiche dell'incidente, per ora, non si sa nulla.

 

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Auguri a Giancarlo di prontissimo e pieno recupero.
'Sta storia dei pallini vaganti nei pressi delle case non è per nulla una bagatella o un caso straordinario. Passeggiando per le colline in certi periodi, ma anche lungo la ciclabile, non è raro sentir schioppettare sia vicino alle case che lungo i sentieri; e pure nei confini (o dentro?) delle bandite di caccia. Forse sarebbe il caso di ampliare certe fasce di rispetto e che certi "cazadori" si dessero una calmata.

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Bel discorso, della serie "Bastanzetti e la coerenza".
Ma costui non vuole portare le doppiette anche nel suo "bosco da reme"?
Impossibile ragionare....

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Caro Blise, pare anche a me che per Lei stia diventando impossibile ragionare! Dove sta la mia incoerenza? io non ho nulla contro la caccia regolamentata e praticata da persone responsabili. In Cansiglio, come in altre situazioni, solo i cacciatori, che sostituiscono gli indispensabili predatori naturali, possono risolvere il problema che "il "Partito dei Bambi" continua irresponsabilmente ad ignorare. Son contro, invece, CERTI cazadori dea domenega che, spesso in preda alla sindrome da Tex Willer si mettono a sparacchiar vicino ai sentieri ed alle case (vedi Piadera, colle S. Paolo. campi dei Vendràn o di Anzano eccetera).

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Vediamo un pochino se il fatto che l'incidente sia accaduto a qualcuno che conta più di un poveraccio qualunque, che ha la sfortuna di abitare in prossimità dei campi o dei vigneti, terreno di scorribande di veri e propri criminali autorizzati, faccia un attimo pensare...
Pensare al fatto che la caccia - in un mondo di restrizioni continue - è ancora totalmente anarchica, impunita, collusa con il bracconaggio, irrispettosa delle distanze e della sicurezza delle persone.
Una lobby straordinaria che va dai comunisti venatori della Toscana e dell'Umbria, ai leghisti cacciatori e armaioli, passando per il liberale PDL. E per questo invincibile se non con una seria opposizione dei cittadini, trasversali anch'essi e maggioritari, contrari a questa barbarie, epperò non organizzati ed assai pavidi.
Provate, tanto per fare un esempio, ad avere un porto d'armi da difesa, se ci riuscite. Verrete sottoposti a visite periodiche di idoneità, e potrà esservi revocato in ogni istante. Provate a guidare un pullman, ad avere una patente D. C'è un'età limite e dei controlli periodici.
Mentre per portare un fucile da caccia e sparacchiare in giro a pochi metri dalle case, vicino alla signora che stende la biancheria e i bambini che vanno a scuola, si concede tutto a chiunque, per non parlare poi di anziani completamente rintronati e inabili al maneggio di qualsiasi cosa che non sia la bagolina per camminare.
Potenza della lobby, cari miei.

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Fatti come questo mi confermano sempre più nella mia avversione alla caccia. Il cacciatore, infatti, anche se dotato di regolare licenza, è pur sempre un essere umano, cioè soggetto ad errori e disattenzioni, i quali però possono costare anche qualche vita umana... Perciò spero che l'eurodeputato si rimetta al più presto e senza riportarne conseguenze sul fisico( anche l'occhio è importante) ma spero che si adoperi per impedire la caccia come sport indiscriminato. Questa notizia mi conferma anche sulla necessità di limitare la libertà di stampa. Non ci trovo infatti nessuna esigenza nel riferire la notizia nel riportare gli estremi anagrafici del protagonista, tanto più che trattasi di uomo pubblico. Lascio il mio recapito telematico per chi volessereplicare a questo mio commento. Infatti dopo esserre intervenuto sul quotidiano on line, non mi sarà possibile intervenirvi ulteriormente. Perciò chi volesse replicare a questo mio, se non è un cafone, lo faccia al mio indirizzo. Paolo Dotta. p.dotta@virgilio.it - Bologna,09/10/13. Spero che l'erodeputato, una volta rimessosi intervenga anche per tutelare la pivacy dei cittadini.

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