25 agosto 2019

Vittorio Veneto

"Hanno già piantato la siepe": la paura dei genitori per un nuovo vigneto vicino all'asilo

Sembrano partiti i lavori nel terreno adiacente all'asilo di San Giacomo

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La foto scattata dai genitori

 

VITTORIO VENETO - Nonostante la protesta lanciata dai genitori della Scuola dell’Infanzia di San Giacomo e dai residenti dell’area intorno a via San Fermo, sembrano essere cominciati i lavori che dovrebbero portare alla piantumazione di un vigneto accanto all’asilo.

 

“Questa mattina, lunedì 18 febbraio, i proprietari del fondo su cui dovrebbe sorgere il contestato vigneto, hanno proceduto alla piantumazione di una siepe lungo il confine con la struttura che ospita la scuola dell’infanzia”, riporta il comitato dei genitori, che da mesi ormai si sta battendo contro la possibilità che venga piantato un vigneto.

 

“Una mossa sicuramente poco felice quella di stamattina, dopo che in molti hanno espresso il loro parere negativo sulla scelta di piantare l’ennesimo vigneto proprio accanto a dove i nostri figli giocano e crescono – lamentano i genitori dei piccoli alunni –. Tanto più che non ci risulta che i proprietari abbiano ancora dato una risposta al sindaco in merito alla proposta di permuta avanzata dall’amministrazione comunale. Per quanto riguarda la siepe, si tratta di piante di tuia alte nemmeno un metro, ossia ancor più basse dei nostri figli. Come possono quegli esili arbusti difendere i bambini dalla deriva dei fitofarmaci che verranno utilizzati per irrorare il vigneto?”.

 

“Numerosi studi dimostrano che solo una barriera alta tre metri può davvero filtrare i pesticidi, pertanto queste piccole piante sono solo una presa in giro, visto che i nostri figli frequentano l’asilo già ora, non fra cinque anni – continuano i genitori -. Inoltre la siepe è stata piantata solo lungo il confine con la scuola materna, ma cosa ne sarà dei residenti che vivono nelle case adiacenti il terreno? Loro non hanno diritto a respirare aria sana?”

 

I genitori però non hanno alcuna intenzione di arrendersi. “Dopo gli appelli al buon senso da parte nostra e delle istituzioni, ora è il momento che chiunque possa davvero fare qualcosa lo faccia – ammoniscono i genitori -, perché i nostri figli vanno tutelati. Siamo disposti a muoverci sul piano nazionale o anche europeo se servisse, perché non si possono chiudere gli occhi di fronte all’ormai ampia letteratura scientifica che dimostra quanti danni potrebbero causare i pesticidi sui nostri figli, come ci ha ben spiegato il pediatra Giacomo Toffol durante l’incontro di giovedì scorso”.

 

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