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25 aprile 2018

Montebelluna

La guerra vista dagli studenti del Liceo Levi

A Villa Emo a cento anni dall’accoglienza dei feriti di Caporetto

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MONTEBELLUNA - “Dike ovvero l’iniqua giustizia della guerra” questo il tema che dalle 16 alle 24 allievi del Liceo e docenti delle Università di Venezia, Roma, Bologna e Verona affronteranno il 28 aprile 2018. Lo faranno in una cornice straordinaria, la palladiana Villa Emo sito Unesco, e in tempo straordinario, cento anni dopo che la stessa Villa accolse i feriti e i disperati di Caporetto diventando un’enorme ospedale da campo, nello stesso giorno in cui morì in prigione, nel 1918, Gavrilo Princip, l’attentatore di Sarajevo. All’iniziativa hanno aderito, con il loro patrocinio, 22 comuni della Pedemontana del Grappa, del Montebellunese e della Castellana a testimonianza di un’iniziativa che mette in relazione cultura, scuola e territorio, trasformando la ricerca di docenti e allievi in una risorsa per comprendere il tempo presente.

 

Novità di quest’anno la proposta che si estende dal pomeriggio con la visita di Villa Emo: gli studenti presenteranno il Palladio e gli affreschi e leggeranno nel parco alcune lettere di soldati al fronte durante la Grande Guerra. Alla sera, a partire dalle 20, interverrà Roberto Nicolai dell’Università la Sapienza di Roma sulle diverse forme della dike, giustizia, nel mondo greco. Sarà poi la volta del professor Alessandro Iannucci che parlerà su ingiustizia, adikia, della guerra dal poeta epico Omero al tragediografo del V secolo a.C. Euripide. Termina Dino Piovan docente dell’Università di Verona con la memoria della “riconciliazione” ad Atene dopo la guerra civile. Negli intervalli le azioni degli studenti: la lettura del dialogo dei Meli di Tucidide, la storia bellica di Villa Emo, interventi musicali dell’Orchestra di istituto e di un complesso pop.

 

Al termine l’attesissima rappresentazione teatrale. “Il sangue degli Atridi” dall’Agamennone di Eschilo è il titolo della pièce teatrale interpretata dal gruppo teatro del Liceo Levi. Protagonista la figura di Clitennestra, a lei il marito Agamennone strappa la figlia Ifigenia per propiziarsi Poseidone e partire contro Troia. Dalla violenza è spinta prima al tradimento e poi all’omicidio. È straordinaria la possibilità della storia di Clitemnestra di adattarsi a ogni tempo. Arrivata sino a noi, consente di pensare una nuova idea di dike ed è perfino capace di farci sognare una cultura i cui valori cancellino per sempre la necessità della violenza.

 

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