GLI ENTI PUBBLICI ONORINO I DEBITI VERSO LE IMPRESE CREDITRICI
Lo chiede l’on. Rubinato ha presentato un’interrogazione al Governo per sostenere gli imprenditori in crisi e far ripartire l'economia
Treviso/Roma – Chiede misure urgenti a favore delle piccole e medie imprese creditrici nei confronti della Pubblica amministrazione. Pertanto l’on. trevigiano, Simonetta Rubinato (Pd) ha presentato un'interrogazione per chiedere al Governo di attivarsi, conoscendo molto bene il problema, essendo anche sindaco di Roncade.
La parlamentare trevigiana già in passato aveva sollevato la questione in sede parlamentare, senza però ottenere risposte positive. "La disperata vicenda del piccolo imprenditore di Badoere che avanza 70 mila euro dalla Provincia di Treviso - commenta l'on. Rubinato - è una delle tante storie che la cronaca ci propone quotidianamente e che raccontano di centinaia di imprese in grave difficoltà a causa dei ritardi nei pagamenti da parte degli enti pubblici.
Il Governo non può continuare a rimanere sordo al grido di allarme". La parlamentare riferisce un dato preoccupante. Si stima che in Italia la somma dei crediti vantati dalle imprese nei confronti degli enti pubblici si attesti sui 60/70 miliardi di euro. "Un'enormità - commenta la parlamentare trevigiana - soprattutto in un periodo di crisi come quello che stiamo vivendo. Il Governo deve intervenire con urgenza.
Ecco la ricetta di Rubinato. “Concertando con l'Unione europea l'attuazione di un piano straordinario per il pagamento da parte delle Pubbliche amministrazioni dei crediti che le ditte fornitrici da tempo attendono siano saldati. In particolare poi occorre modificare il patto di stabilità per consentire a Comuni e Province di sbloccare 44 miliardi di residui passivi e pagare le imprese per i lavori già eseguiti.
Credo che su un tema come questo l'Anci Veneto dovrebbe mobilitarsi come pure il Presidente della Regione Veneto e della Provincia di Treviso dovrebbero far sentire di più la loro voce presso il Governo, avendo loro maggiori probabilità di essere ascoltati rispetto ad una parlamentare di minoranza". Se il Governo non interviene, l'Italia rischia in futuro sanzioni da parte dell'Europa.
In questi giorni, infatti, la Commissione europea per il Mercato interno ha adottato un rapporto che impone agli Enti pubblici e alle aziende private di liquidare le fatture entro 30 giorni. "Di fronte a questo nuovo monito dell'Europa - conclude l'on. Rubinato - il Governo italiano deve dire a sindaci e funzionari pubblici quale regola devono rispettare, quella del patto di stabilità che blocca i pagamenti o quella europea che impone di pagare le imprese entro 30 giorni?
Lo Stato non può pretendere alle imprese di essere puntuale nel pagamento delle tasse, quando è il primo a non dare il buon esempio! Senza contare che sbloccare i pagamenti significherebbe ridare ossigeno all'economia".



19/07/2010
Cosa dicono i lettori
più obiettività e informazione
I commenti che precedono sono un chiaro sintomo della disinformazione sulla complessa materia e una maldestra tendenza a generalizzare, tirando fuori conclusioni che non hanno senso. Le risorse per pagare le imprese ci sono, ma il meccanismo a tenaglia del patto di stabilità interno determina limiti a cui i sindaci debbono attenersi, salvo il cosiddetto sforamento e le penalità di legge conseguenti in capo al comune. L'individuazione di ricette particolari per la soluzione del problema è un dovere della politica attraverso norme più coerenti e più giuste che creino equilibrio tra le necessità sia degli enti territoriali che delle imprese. E' importante un'azione rapida, poichè la situazione è aggravata dalla tendenziale diminuzione di entrate utili da destinare ad investimenti. Quindi oltre ai limiti di spesa imposti per legge, si aggiunge una scarsità di risorse. In altre parole, le macchina che già ha rallentato, oggi è in piena riserva e, all'orizzonte, non si vede al momento alcuna stazione di servizio. Qualcuno già è sceso per iniziare a spingere.
Disinformazione...Obbietitività .....
Scusami , ma sei sicuro di ciò che dici?
Ti sembra che un pagamento a 60 o 120 giorni sia giusto che dopo 2 anni non sia ancora evaso??
E poi, penale... Il comune in caso di sforamenti paga penali per ritardo di pagamenti... Si ma a me cittadino, visto che anche tu dici "Le risorse per pagare le imprese ci sono, ma il meccanismo a tenaglia del patto di stabilità interno determina limiti a cui i sindaci debbono attenersi" stà sulle scatole che il sindaco paghi una penale con i nostri soldi, quando i soldi li hanno........
Nel tuo discorso noto alcune incongruenze del tipo :
"Le risorse per pagare le imprese ci sono"
- ma poi dici
"ma il meccanismo a tenaglia del patto di stabilità interno determina limiti a cui i sindaci debbono attenersi" ma allora il comune ha e può spendere i soldi o se li ha e non può spenderli non è lo stesso di non averli? e quindi perchè si imbarca in certe imprese? Chi lavora deve anche mangiare, e non mangia con le "indecisioni" del comune. E' il comune che è disinformato sulla sua possibilità di spendere i soldi.
"E' importante un'azione rapida, poichè la situazione è aggravata dalla tendenziale diminuzione di entrate utili da destinare ad investimenti."
- ma prima hai detto
"Le risorse per pagare le imprese ci sono"
- e poi aggiungi
"Quindi oltre ai limiti di spesa imposti per legge, si aggiunge una scarsità di risorse."
E se aggiungiamo che hai scritto "L'individuazione di ricette particolari per la soluzione del problema è un dovere della politica attraverso norme più coerenti e più giuste che creino equilibrio tra le necessità sia degli enti territoriali che delle imprese."
Non fai altro che darmi ragione, perchè anche tu evidenzi che il problema è nella gestione "politica" delle risorse.
E qui aggiungo IO il significato di politica secondo il dizionario "La prima definizione di "politica" (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine "polis", che in greco significa la città , la comunità dei cittadini; politica, secondo il filosofo ateniese, significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano." e mi sembra che stridi completamente con la "necessità degli enti" a meno che tu come ente non consideri la cittadinanza. Chi lavora in politica lo dovrebbe fare per il bene della comunità e non per se stesso.
Sono d'accordo
E' una vergogna, che i comuni si mettano una mano sulla coscienza...se ce l'hanno (la coscienza)!!!
Confermo e sottoscrivo
Infatti, gli enti pubblici in caso particolare i comuni ... tanto solerti a chiedere le tasse, i capitolati, i piani sicurezza, la consegna della merce o il lavoro da loro commissionato, ma inversamente proporzionali i loro pagamenti. Anzi diciamo che se uno vivesse con i lavori per un comune, spesso sarebbe in braghe di tela a fine mese.
Con questo, non voglio tirare solo la responsabilità sul comune. MA il comune ha una grossa responsabilità nei confronti di tutti i cittadini e dovrebbe essere il primo che se si trova in deficit di finanziamento da parte dello Stato dovrebbe fare il diavolo a quattro verso di esso e con l'aiuto dei concittadini. E non sfruttare i cittadini e/o le imprese.
Invito a non fare più i lavori per i comuni, così risparmiano e prima o poi possono pagare gli arretrati.
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