IL GIUDICE VOLEVA IL CARCERE PER GENTILINI
Il prosindaco, condannato per istigazione all'odio razziale, non è finito dietro le sbarre perchè incensurato e buon amministratore
Venezia/Treviso – Gentilini, per la “grave pericolosità della condotta” sarebbe stato meglio in carcere che a piede libero. Lo ha scritto il giudice veneziano Luca Marini, nelle sei cartelle di motivazioni della condanna per istigazione all’odio razziale nei confronti di Giancarlo Gentilini.
La pena inflitta al vicesindaco per le parole contro immigrati, islamici e rom, pronunciate durante l’annuale festa del popolo padano a Venezia, è stata il pagamento di 4 mila euro di multa e il divieto di partecipare ad attività di propaganda elettorale per tre anni, pena che è stata sospesa grazie alla condizionale.
E quel che ha evitato a Gentilini di finire dietro le sbarre è stato il fatto che era un incensurato. Ma anche la sua positiva attività amministrativa passata lo ha aiutato. Per il giudice Marini Gentilini ha commesso un reato “ai vertici gerarchici delle fonti di diritto, sanzionando condotte non giustificabili neppure con invocazione di altri principi di libertà individuale con essa potenzialmente configgenti”.
Il giudice veneziano (che nella sua sentenza definisce la manifestazione veneziana del Carroccio “coreografica”) dice che il discorso di Gentilini, giudicato “esponente di primo piano del partito”, “è rivolto al popolo come un’allocuzione d’impianto messianico, è presentata quale vangelo secondo Gentilini, decalogo dello Sceriffo». Secondo Marini l’ex sindaco di Treviso “cercava il consenso ad un programma "di sostanziale pulizia etnica, razziale e religiosa”.
E il magistrato, per corroborare la pericolosità di certi atteggiamenti e discorsi di istigazione all’odio razziale, conclude le motivazioni ricordando quel che è accaduto dieci anni fa nell’allora Jugoslavia. “Sarà sufficiente rammentare - conclude il magistrato - che non sono trascorsi neppure 10 anni dalla conclusione delle guerre jugoslave, là dove regimi democratici ma ispirati a rigidi principi di identità etnica hanno determinato conflitti dalle più tragiche conseguenze umane: il genocidio è ancora una realtà in Europa”.
La notizia di Giancarlo Gentilini sotto inchiesta per odio razziale ha aperto numerose discussioni tra i lettori di OggiTreviso.



23/02/2010
Cosa dicono i lettori
La natura ha fatto il suo corso
Prima o dopo doveva accadere, bastava pazientare.
Gentilini appartiene a quella categoria di persone che - prima o dopo - si fanno male da sole. E' bastato del tempo, troppo a mio avviso, ma è accaduto.
Questo sancisce anche la fine politica di questo pensionato, in procinto d'essere scaricato del tutto dalla lega stessa.
Ma non ci dobbiamo rammaricare, a Treviso rimarranno di lui le sue fioriere.
???
Un giudice emette una sentenza e poi esprime giudizi soggettivi?
Ma va!
Forrei far sapere al Giudice
Forrei far sapere al Giudice Marini, che i Veneti è stato un popolo di emigranti, e dove sono andati hanno sempre osservato le leggi del paese ospitante, non sono imigrati per rubare, o a vendere droga, hanno lasciato il proprio paese per andare a lavorare onestamente. Tutti quelli che hanno lavorato nei paesi islamici, non hanno chiesto di avere una chiesa per pregare. Non si sono mai permessi di fare scioperi o altri comportamenti ostili verso gli amministratori esteri.
Ora se lei osserva bene, i room che lavoro svolgono? Ha mai visto un room lavorare ? Questi nuclei vivono grazie ai furti e ad altri espedienti che mettono in atto, come truffe, raggiri, estorsioni. Secondo lei come devono essere considerate queste persone? La cosa poteva andar bene fino a 20 anni fà, che il musulmano andava a vendere casa per casa, poi hanno capito che la legge in Italia li proteggeva, ed hanno cominciato a vendere droga, fare furti, e, altri reati.
Gentilini ha solo detto la verità, anche se scomoda ma solo la verità, chi non si comporta bene deve andare via dal Veneto, non abbiamo bisogno di gente come questi personaggi.
A noi non interessa dove vano, l'importate è che se ne vadano dal Veneto, possono andare in Campania, in Sicilia o Calabria, ma non restare nel Veneto.
Lei Sigor Giudice Marini non ha preso in considerazione il comportamento di questi immigrati, che purtroppo affligono sempre più i nostri paesi Veneti, con furti, prostituzione, rapine, estorsioni, omicidi. E poi non solo fano male alla gente, ma vogliono pure acere dei diritti, come avere la moschea, le case popolari.
C'E' QUALCHE GIUDICE CHE
C'E' QUALCHE GIUDICE CHE VORREBBE METTERE IN GALERA UN'OTTANTENNE INCENSURATO, CHE HA SEMPRE PAGATO LE SUE TASSE, CHE SVOLGE GRATUITAMENTE IL SUO RUOLO DI VICESINDACO NELLA CITTA' DI TREVISO, CHE E' AMATO DA GRAN PARTE DEL SUO POPOLO E CHE HA CAMBIATO IN BENE LA SUA CITTA'. MI CHIEDO COME MAI GLI STESSI GIUDICI NON SIANO COSI' SOLERTI A METTERE IN GABBIA CHI VERAMENTE DOVREBBE STARE DIETRO LE SBARRE. ABBIAMO SPACCIATORI, LADRI, STUPRATORI E DELINQUENTI COMUNI CHE GIRANO PER LE NOSTRE CITTA' E QUESTI PENSANO A GENTILINI. NON CHIEDETE ALLA GENTE COME MAI ORAMAI E' SCHIFATA DELL'AZIONE DELLA GIUSTIZIA E DI CERTI MAGISTRATI. GENTILIE REDAZIONE, FATE UN BEL SONDAGGIO SU QUESTO TEMA, OVVERO SIETE CON IL GIUDICE O SIETE CON IL GENTY? VEDIAMO COSA ACCADE.
Gli sarebbe stato di giovamento....
Qualche giorno dietro le sbarre sarebbe stato molto educativo per questo anziano signore
ma non prova una certa
ma non prova una certa vergogna a scrivere frasi del genere?
La vergogna sono le parole di Gentilini
Se una persona sana di mente ascolta quello che ha detto Gentilini a Venezia l'anno scorso e non gli viene un moto di rigetto per quella volgarità assoluta, ma anzi se ne dichiara soddisfatto...quella è una vergogna assoluta.
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