17 luglio 2019

Conegliano

La fuga di notizie fa scattare la psicosi sull'acqua non potabile a Conegliano, ma è una bufala. "Denunceremo per procurato allarme"

Chies avvia un'indagine interna per capire da dove è stato diffuso il documento Ulss

Roberto Silvestrin | commenti |

CONEGLIANO - Passato (l’ingiustificato) allarme sulla potabilità dell’acqua a Conegliano, parte la caccia ai responsabili. In questi giorni, sui social, è circolato un documento dell’Ulss 2 in cui si segnalavano due “sforamenti” nei prelievi effettuati dall’azienda sanitaria, uno lungo via Papa Giovanni XXIII e uno in via Galvani.

 

In entrambi i casi era stato registrato il superamento dell’indicatore “batteri coliformi 370C”. In via Galvani era stato inoltre superato anche il parametro indicatore dell’Escherichia Coli. Sul web il documento – che suggeriva tra l’altro al sindaco l’emanazione di un’ordinanza per vietare l’uso dell’acqua potabile in tutto il comune – è circolato ed è stata condiviso ampiamente, creando un allarme senza senso.

 

Già, perché sia il sindaco Fabio Chies che Piave Servizi, ente gestore della rete idrica, hanno chiarito come non ci fosse e non ci sia nessun problema per la potabilità dell’acqua.

 

“Piave Servizi desidera rassicurare i cittadini che non esiste alcun rischio per la salute: le controanalisi effettuate lo stesso venerdì 31 maggio e a seguire, infatti, sono risultate tutte negative, confermando la buona qualità dell’acqua distribuita in rete. Le analisi dei campioni prelevati in rete sono risultate tutte negative già prima dell’attivazione della disinfezione, assicurando la buona qualità dell’acqua distribuita”, ha chiarito oggi una nota dell’ente.

 

Ora il primo cittadino vuole vederci chiaro. Il sospetto di Chies è che il documento possa essere uscito da qualche ufficio comunale.

 

“Avviamo un’indagine interna – ha dichiarato -, vorrei sapere come fanno ad uscire queste notizie”. Comunicazioni peraltro – scrive il sindaco via Facebook – diffuse “in modo parziale omettendo le informazioni che già erano in nostro possesso o senza informarsi accuratamente”. Nel caso fosse trovato un responsabile, anticipa il sindaco, “partirà una denuncia per procurato allarme”.

 



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Roberto Silvestrin

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