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22 settembre 2017

Vittorio Veneto

Fregona, strade da incubo per la corsa ciclistica: ore di coda, traffico in tilt

Mattinata da dimenticare per gli automobilisti che si recavano in Cansiglio

Emanuela Da Ros | commenti |

FREGONA - Disagi, code interminabili, caos nella viabilità. La 21esima edizione della corsa ciclistica Granfondo Pinarello domenica mattina ha fatto inviperire i turisti che avevano scelto il Cansiglio come meta per un’escuriosne domenicale. Dalle ore 10 del mattino la strada che collega le località di Costa e Anzano a Fregona si è trasformata in un lungo serpentone di auto.

 

“Prima abbiamo viaggiato a passo d’uomo per un paio di chilometri - ha detto un automobilista - poi le auto si sono completamente fermate sulla carreggiata. Tanto che più di qualcuno ha pensato di fare inversione e tornare sui suoi passi, o cercare di raggiungere il Cansiglio dal Fadalto”.

 

 

I motivi dei disagi vanno cercati probabilmente in quella che gli organizzatori hanno chiamato “la novità del Granfondo Pinarello 2017”: il passaggio per il Cansiglio di una corsa che, partendo da Piazza del Grano a Treviso, dopo un percorso medio di 101 chilometri e un percorso più impegnativo di 151 chilometri su un dislivello di 2.500 metri, aveva come traguardo il centro di Treviso.

 

Nel predisporre il Granfondo, sembra però che gli automobilisti non siano stati avvisati con adeguati cartelli della chiusura della strada, e si siano quindi trovati nell’impasse. “Qualcuno - hanno dichiarato alcuni turisti imbufaliti - ha chiesto chiarimenti sia ai carabinieri che al sindaco di Fregona, ma a quanto pare sembra che nessuno li avesse avvisati della corsa”.

 

 

Il blocco del traffico, a vantaggio del migliaio di cliclisti che dopo aver percorso 40 chilometri hanno attraversato anche Colle Umberto, Ogliano, Cappella Maggiore e Villa di Villa, sperimentando la durissima salita di Ca’ del Poggio a San Pietro di Feletto, ha dunque creato non pochi disagi, in una domenica dove - per una volta - le condizioni meteo erano straordinariamente buone.

 



foto dell'autore

Emanuela Da Ros

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