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26 settembre 2018

Vittorio Veneto

Frana in Fadalto, statale "Alemagna" ancora chiusa. E così resterà

Anche la ferrovia potrebbe subire la stessa sorte. Intanto i proprietari del versante vengono chiamati alla messa in sicurezza

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - Si complica – anzi si aggrava – la situazione della frana che da quasi quattro mesi tiene chiusa la statale “Alemagna”, tra Nove e Fadalto.

 

Dopo lo smottamento del 28 giugno scorso, infatti, il tratto è ancora regolato da un senso unico alternato di giorno, mentre rimane chiuso di notte. Ma non è tutto. I circa 30 proprietari dei terreni in cui si è originata la frana, infatti, sono stati chiamati a bonificare il versante della montagna: un intervento che spetterebbe a loro, e non ad Anas o ad altri enti pubblici.

 

Come riporta la Tribuna, è stata l’avvocatura di Stato – interpellata dalla Prefettura – a stabilirlo. Una decisione che ha conseguenze pesanti per tutti i vittoriesi: finché non verrà effettuata la messa in sicurezza, infatti, il consiglio è quello di tenere chiuse l’Alemagna e la ferrovia. Il sindaco Roberto Tonon incontrerà i proprietari oggi, dopo il summit avvenuto ieri, per fare il punto della situazione, ma non è difficile aspettarsi un fronte comune contro questo provvedimento.

 

Che suona come una beffa, visto che i proprietari avevano subito l’esproprio per far passare l’autostrada ed ora si vedono costretti a pagare di tasca propria la bonifica. Intanto il consigliere leghista Bruno Fasan non ha risparmiato critiche aspre a proposito della situazione venutasi a creare in Fadalto: “Dopo quattro mesi nulla è stato fatto, e non si vede ancora la fine della faccenda, chi fa il progetto e chi mette i soldi. Vittorio Veneto è penalizzata da un’amministrazione moscia, che si preoccupa di fare politica e non di difendere i propri cittadini”.

 

 

Dall’esponente del Carroccio è arrivata anche una proposta-provocazione: quella di rendere gratuito il tratto autostradale che i mezzi sono costretti a percorrere quando la statale è chiusa. Fasan ha poi fatto una previsione sulla situazione della montagna: “Altri quattro valloni scaricheranno sulla statale nei prossimi anni. Si accumulano i detriti, che creano una diga. Poi, quando piove, la diga scende a valle verso la strada. Bisogna pensare ad un intervento risolutore”.

 

E non solo per una questione di sicurezza della strada e del versante, ma anche per motivi economici. Le attività commerciali dell’Alpago, infatti, soffrono a causa di questa prolungata chiusura della statale. A confermarlo è il presidente del quartiere della Val Lapisina, Silvano De Nardi: una delle attività commerciali è stata costretta addirittura a chiudere.

 

“Ci sono frane vip, come quella di Cortina, che sono state sistemate subito” ha fatto notare il presidente, sottolineando la differenza con quella avvenuta a Vittorio Veneto. In più la strada “alternativa” che viene percorsa di notte, in Fadalto, dai camion impegnati negli scavi e nei lavori per il traforo, è stata notevolmente dissestata dai mezzi pesanti (nella foto al centro): ormai tappezzata di buche, necessita di un immediato intervento di riparazione. La domanda sorge spontanea: chi sosterrà i costi?

 



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Roberto Silvestrin

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