19 luglio 2019

Vittorio Veneto

1° FOD: sale la tensione in vista dell'addio

Sabato gran folla per il saluto e la visita organizzata da Sintesi&Cultura a Palazzo Doro Altan

commenti | (5) |

VITTORIO VENETO - Grande successo per la visita a Palazzo Doro Altan promossa sabato pomeriggio da Sintesi&Cultura. Moltissimi i vittoriesi presenti, soprattutto rappresentanti del gentil sesso, stipati nel salone centrale del Palazzo, già residenza privata e, ancora per una settimana, residenza del Comandante e del Vicecomandante del 1° FOD e sede del Circolo Ufficiali.

Silvia Bevilacqua, nell’introdurre la visita insieme al Col. Lorenzo Cadeddu, ha colto l’occasione per auspicare che il Palazzo non diventi l’ennesimo immobile “chiuso” della Città e per ringraziare della collaborazione i “padroni di casa”, il Comandante Gen. C.A. Bruno Stano ed il Vicecomandante Gen. B. Francesco Diella, che a breve lasceranno il Palazzo e si sono prodigati per permettere la celebrazione della visita. Così, per qualche ora, Palazzo Doro Altan ha perso quell’alone di mistero ed esclusività che da sempre lo caratterizza e chiunque ha potuto godere delle splendide decorazioni dei suoi interni e del suo fascino, decisamente d’altri tempi.

Sentita, quindi, dai vitoriesi l’imminente chiusura del 1° FOD, tanto che in questi giorni iniziano a circolare sempre più insistenti le voci di possibili contestazioni e proteste il giorno della cerimonia di chiusura, prevista per sabato 28 alla presenza del Ministro della Difesa Mario Mauro. Pur nel pieno rispetto dei militari che stanno lasciando la Città, alcuni genitori si starebbero già organizzando, pare, per impedire ai figli di partecipare alla cerimonia e dello stesso avviso sarebbero alcuni insegnanti. Anche le opposizioni mostrano chiari segni di insofferenza per una cerimonia che, voluta dal Sindaco Da Re con la massima pompa possibile, appare ai più decisamente in contrasto con la mestizia dell’evento e non mancano, in rete, chiare allusioni a forme più o meno esplicite di protesta da parte della cittadinanza.

Quanto al futuro degli immobili lasciati liberi dal 1° FOD, trapelano in questi giorni indiscrezioni secondo le quali Palazzo Piccin passerebbe sotto il controllo dei Carabinieri, che lascerebbero l’attuale sede per quella, decisamente più ampia e lussuosa, oggi sede del Comando. Vien da chiedersi quale potrebbe essere la logica dello spostamento, se per mesi la Difesa ha giustificato la chiusura del 1° FOD e l’abbandono della sede vittoriese con gli ingenti costi di mantenimento del Palazzo, nel quale oggi lavorano centinaia di persone e dove, se fosse confermata questa indiscrezione, ne andrebbero a lavorare poche decine.

 

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Nella parte centrale dell' articolo il giornalista, che non si firma, par quasi voglia sobillare una protesta di piazza. Per strumentalizzare l'evento a fini di partito? Circa i ragazzi cooptati dal sindaco per far da "contorno" la cosa effettivamente non mi par un granché. Gli studenti è meglio che stiano a scuola a studiare. Dall' ascoltare certi politici in piazza han ben poco da imparare.

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Notizia vecchia, quella dei genitori pronti a protestare sabato prossimo, l'ha già data ieri un articolo di Dal Mas per la Tribuna.

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Mestizia e contestazioni? non ci sta, puzza dietrologica-politico-nazional-popolare in vista. Review

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L’addio a una persona cara avviene con lacrime e in stretto riserbo. Nel caso specifico si è addirittura gaudenti, almeno formalmente. Non capisco. Si chiamano anche le scuole confermando la cattiva tendenza di buttare chi studia o dovrebbe studiare e prepararsi per la vita futura, in piazza a sostegno di problematiche che non appartengono loro. La chiamata in piazza forse prelude alla aspettativa che Lo Stato, presente con il Ministro, conceda qualche cosa. Una sorta di do ut des. In questo contesto ci sono poi le posizioni dei 2 consiglieri PD: saranno fra “il popolo” e uno non salirà sul palco e l’altro se ne andrà per protesta appena parlerà il Ministro. Mi rivolgo a questi consiglieri: non sarebbe politicamente e amministrativamente più positivo presentare un piano, un progetto che supplisca alla “mancanza di lavoro” all’impoverimento dell’economia locale, come è stato detto e rimproverato alla maggioranza sull’argomento in precedenza ? Ho l’impressione che si badi più alle medaglie, alle concessioni dall’alto che alle iniziative dal basso. Resto sempre dell’idea che il PD all’opposizione sia a Vittorio che a Conegliano abbia una carta forte da giocare permettere in crisi politicamente le rispettive maggioranze che oggi governano le 2 città: l’Unione dei Comuni e un progetto complessivo di riordino e progettazione del futuro delle 2 comunità e del loro territorio circostante. Non è possibile che la classe politica dirigente della sinistra Piave non riesca ad alzare la testa e guardi con compiacimento al movimentismo di Treviso. Pena la subordinazione anche culturale. Ma forse rifletto alla vecchia maniera.

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Soldi della comunità (o, meglio, debiti posti a carico della comunità) in cambio di visibilità. Ricetta già vista.

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