23 agosto 2019

Vittorio Veneto

LA FESTA DEI OMENI (OVVERO: DUE TESTICOLI A SINISTRA)

A Vittorio Veneto preparativi per la "festa dei omi" del 2 agosto. Tra solidarietà e...testicoli a sinistra

Emanuela Da Ros | commenti | (17) |

Vittorio Veneto - Il due agosto anche gli uomini (oh mamma!) avranno la loro festa.

Non ovunque, ma in qualche isola godereccia sì. A Vittorio Veneto, il 2 agosto è tradizione dedicare buona parte della giornata alle buone libagioni e ai maschi. Il motivo? Il motivo è - apparentemente-  di carattere storico: pare che quando Napoleone Bonaparte passava in rassegna i soldati dicesse loro: "A deux gauche", che significava - più o meno - "Le palle, mettele a sinistra". Nella traduzione italiana, l'espressione "A deux gauche" ha finito col significare "il due agosto". Una data di cui gli uomini hanno pensato bene di approfittare.  Teatro privilegiato della festa in questione - da nove anni - è la Bellenda di Carpesica che inaugurerà la nona edizione della Festa dei Omi, alle 11 del mattino, con con il tradizionale calice di vino rosso e la femminile fetta di pesca.


"Centinaia di persone, vittoriesi e non - spiega Cinzia Canzian, una degli organizzatori dell'evento - hanno da sempre onorato questo appuntamento fisso alla Bellenda di Carpesica. Tante le novità visibili anche sul web al sito www.festadeiomi.it con la possibilità di iscriversi alle degustazioni.


Una festa nata nel nome dell’allegria e celebrata in ambito rurale ma con un occhio di riguardo a chi tanto felice non è. Anche quest’anno il ricavato avrà uno scopo benefico.
Infatti il biglietto d’ingresso di euro 15,00, oltre ad offrire una serie di interessanti eventi ha come fine la raccolta di una somma a favore della sezione Vittoriese dell’Associazione Nazionale Alpini per la costruzione di una casa alloggi in Abruzzo."


Alla festa sono attesi ospiti della politica locale e provinciale come il ministro delle Politiche Agricole Luca Zaia.
"La festa - sostiene Umberto Cosmo, titolare dell'azienda - è anche l’occasione per dare al consumatore gli strumenti per capire i cambiamenti attuati nella Conegliano Valdobbiadene DOCG, una grande sfida che il nostro territorio si appresta ad affrontare già con la prossima vendemmia”

Durante l'evento, ci sarà chi si cimenterà nelle sciabolature degli spumanti  sotto la guida  di Cinzia Canzian e Fabio Vennarucci che dimostreranno due diverse tecniche dell’arte del sabrage ovvero l’apertura con sciabola.

 

 



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Emanuela Da Ros

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non c'è veramente limite al peggio!

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Io alla festa "dei omeni",non "omi"( vedi dizionario del dialetto di Vittorio Veneto di Emilio Zanette), ci vado da una ventina di anni. La festeggio a casa di Gino a Santagiustina. Non serve invito, non si paga nulla, e sopratutto non ci sono ministri o amministratori leghisti che oltre a non conoscere il dialetto vittoriese scoprono le nostre tradizioni solamente quando servono per finire sulla stampa.(Chi ha rilanciato la righela a Vittorio Veneto?)
Buon due di agosto a tutti i vittoriesi ed agli amici che vogliono venirci a trovare.
Francesco

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Caro Francesco, la sua acredine è sconvolgente. in piena andropausa? Alla festa dei Omi a Carpesica abbiamo sempre avuto ospiti di tutte le estrazioni e di tutti i colori. essendo cominciata come una festa tra amici abbiamo poi pensato nel corso degli anni di concedere uno spazio alla solidarietà in modo che il mangiare e bere fosse anche moderato e non più gratis, con il rischio come sempre che qualcuno ecceda, e le donazioni fossero più cospicue (ne sa qualcosa il Piccolo Rifugio). Si sa che quando l'offerta è libera ben poco si riesce a racimolare.
In questo modo, facendo pagare la cifra simbolo di 15 euro, oltre a ricevere il grembiule della festa e il calice da degustazione andremo a raccogliere un somma da donare agli Alpini per la costruzione di una casa alloggio in Abruzzo.
Può darsi, come lei ha detto, che ci siano anche tanti leghisti presenti come gli anni scorsi... non abbiamo mai chiesto tessere all'ingresso, evidentemente sono più sensibili di lei al discorso solidarietà. ah, dimenticavo tra gli ospiti fissi ormai da 9 anni c'è anche l'amico Giovanni Napol, di sinistra, che evidentemente dimostra una cultura e un rispetto degli altri maggiori del suo.
Il biglietto di ingresso di 15 euro permette a chiunque di accedere alle degustazioni, ben 4, al corso di sciabolatura, allo spiedo gigante con l'ottima carne di Pajer, ai salumi sempre dello stesso Pajer, accompagnati dal pane di Varaschin, ai vini in degustazione di Bellenda, Le Vigne di Alice, Planeta, Cataldi Madonna. il biglietto di 15 euro ci ha anche dato la possibilità di selezionare un target di persone appassionate di vino, cucina, tradizioni e sopratutto di allargare la cerchia degli ospiti che arrivano ormai da tutta Italia.
le tradizioni vanno recuperate e mantenute ma vanno anche comunicate e condivise con gli altri. Oltre Vittorio Veneto c'è un mondo intero!

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acredine, livore? da dove li avete colti? andropausa?è possibile che gli offesi siate voi perchè non raccogliete solo plausi per la vs iniziatva? prima di attaccare le opinioni difformi dalle vostre,per favore,interrogatevi sul vs narcisismo ferito di perfetti anfitrioni della tradizione, condita con un pò di presenze che contano per l'azienda, non fate di una occasione di marcketing una celebrazione,con maggior modestia e minor esposizione si risparmiano anche gli attacchi o il vs buonismo vi impedisce di accettare la regola che si può piacere e anche essere antipatici lasciando agli altri la sacrosanta possibilità di scegliere?

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Gent. Francesco, non capisco tanto livore contro un'iniziativa nata tra amici e sviluppatasi fino a diventare un importante appuntamento che raduna sulle colline di Carpesica centinaia di persone che sono accomunate dal desiderio di passare una giornata diversa.
Un appunatemento che con il tempo è diventato anche un'occasione per promuovere occasioni di solidarietà.
Lei muove un appunto ai quindici euro: quest'anno verranno tutti destinati a sostenere una iniziativa della sezione ANA di Vittorio Veneto per la costruzione di una casa alloggio in Abruzzo, per la precisione a Paganica.
Lo scorso anno quanto raccolto è stato versato a favore del piccolo Rifugio di Vittorio Veneto.
Negli anni precedenti sempre al Piccolo Rifugio o alla Casa Mater Dei di Vittorio Veneto.
Lei è liberissimo di trovarsi con i suoi amici dove le pare, la prego solo di non prendersela contro chi, come lei, festeggia il due agosto, magari non a casa di Gino.
Molte persone contribuiscono al di là dei quindici euro: ci sono cantine, un panificio, una macelleria, semplici privati che vogliono metterci del loro.
Quest'anno, come d'altronde lo scorso anno, ci saranno appuntamenti di approfondimento su vini e cibi locali, su vini abruzzesi e siciliani, con produttori, come Planeta, che faranno su e giù dalla Sicilia, senza nulla chiedere, anzi regalando i vini, per partecipare a questa unione di territori.
La invito a venire a trovarci non serve nessun invito: scoprirà una realtà ben diversa da quello che la sua immaginazione o qualche malalingua invidiosa le ha fatto credere.
Cordialmente

Umberto Cosmo


Una piccola nota di lessico vittoriese:
Lei muove anche un appunto lessicale sulla correttezza di del termine "Omi". La invito a rileggersi la voce in questione proprio sul dizionario di dialetto vittoriese di Emilio Zanette ove è riportata l'equivalenza tra i due modi ("Omeni" e "Omi") di esprimere il plurale di "Om".

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cossa vutu, quei de lega i vol sempre far i paroni anca quando no xe casa soa.
E i magna.. cossa che no i magna...

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Qui c'è sempre gente un po' fulminata eh?

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io la sapevo cosi' LES DEUX A GAUCHE che se ci fai caso pronunciando viene ledeusagoche (piu o meno) ed assomiglia a l'doagost

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sì. Grazie Laura ...tu sei più parigina di me. Però...noto con sommo piacere che te ne intendi di...posizioni. ;)

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Qualcuno mi spieghri,ho sempre pensato che la tradizione del 2 agosto non fosse in nessun modo tradizione di vittorio e dintorni ma della campagna della zona di Vazzola Mareno ecc dove si è mantEnuta fino a una ventina d'anni fa come rito di iniziazione dei bambini al passaggio all'età aduta, rito per altro poco salutare e diseducativo se si pensa che l'iniziazione avveniva portando i bimbi (7 anni o giù di lì)in tutte le osterie del paese ed erano costretti a bere vino quasi fino al coma etilico!C'è qualcuno che hA informazioni affidabili e docmentabili su questa tradizione? perchè se è come la so io più che una tradizione mi pare un rito primitivo di passaggio e il modello di uomo che oltre al ben noto celoduriso è anche alcolista!

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@ al primo anonimo: c'è un bellissimo libro di Leopoldo Miorin di Conegliano che parla di questa tradizione legata al mondo agricolo. di quello che lei racconta non abbiamo mai avuto notizia storica. credo si riferisca a qualcos'altro. é giornata di spillatura del vino. tutte le cantine ospiti hanno aderito al progetto della comunità europea wine in moderation, troverà il sito web anche di questo.
ricordo il detto del nonno paterno: prima de parlar tasi a cui aggiungo lezi

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Gent.ssa Sig.ra Canzian, grazie per l'informazione, mi risulta che il Sig. Miorin nel libro da lei citato, credo si tratti di "pomi caramellati",( mi corregga se sbaglio),faccia un acenno alla tradizione del 2 agosto spiegandone origini(francesi) e conseguente traduzione popolare nelle nostre campagne;certo, la spillatura del vino era occasione di festa, come la vendemmia,la trebbiatura e tutte le attività legate ai ritmi della terra.
Ma mi risulta che il Sig. Miorin non sia uno storico benchè abbia comprovate abilità in altri campi (coro Castel, assessorato ai lavori pubblici nel comune di Coneglano), di solito, l'indagine storica parte dalle testimonianze orali, soprattutto in campo popolare,certo le informazioni che si raccolgono devono poi, essere comparate e verificate come coincidenti per assumere rilevanza storica.Da più parti ho sentito parlare di questa iniziazione, (forse una degenerazione della tradizione?)confermata da testimonianze orali di persone anziane; la mia domanda di informazione al riguardo voleva semplicemente allargare il campo delle mie conoscenze.Sicuramente lei ha avuto un padre saggio,l'aggiunta arbitraria, da parte sua, di quel lezi, mi permetta, l'ho trovata di parte. E la rassicuro informandola che nelle mie librerie i libri nn mancano!
Sonia Gava

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Capisco che lei difenda con veemenza,una sua brillante iniziativa che mette insieme convivialità,tradizione e solidarietà e su questo le do atto, complimentandomi per l'idea che sicuramente porterà credibilità e buona promozione alla sua attività commerciale.
Ma volevo anche dire che "prima de parlar tasi" ,( non mi sfugge il senso tra l'altro finemente paradossale) non l'ho mai sentito( probabilmente è un limite della mia storia cultural familiare)ma rammento di aver sentito:"se no te sa tasi" alcquanto meno paradossale ma più propositivo nel senso che da la possibilità di informarsi per poter poi avere ed esprimere un'opinione e non lascia addosso una sorta di impotenza e immobilimo nel pensiero.

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non c'è niente da fare, i soliti trevisani litigiosi (e provinciali), peccato
ma come diseva me nono, che jera un Omo, "se me nona gaveva le rodele, la jera una cariola"
cussì, se i trevisani fosse pi inteijenti... no saresseressero pì trevisani (tempo conjiuntivo inbriago) no ste ciaparvea tusi

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