20 ottobre 2019

Esteri

Femministe a neonazi tra le 'new entry' al Parlamento Europeo

Non tutti euroscettici gli 'Altri' in arrivo a Bruxelles

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BRUXELLES - Dai pentastellati ai difensori del benessere animale tedeschi. Dagli alfieri della famiglia tedeschi agli indignados spagnoli. Dalle femministe svedesi, ai paladini della terra portoghesi, agli indipendentisti, ai neonazi. Più gli xenofobi e gli eurofobici.

E' l'esercito degli "altri" d'Europa, quei partiti - non tutti euroscettici - mai stati nel Parlamento europeo e pronti a negoziare la collocazione nei gruppi tradizionali. O formarne uno nuovo come propone Marine Le Pen, anti-euro ed anti-immigrazione, che vede come il fumo negli occhi l'inglese Nigel Farage leader dell'Ukip e del gruppo tradizionalmente euroscettico Efd. Il problema sarà trovare deputati di almeno 7 paesi.Nessun problema invece per superare il minimo di 25 membri: tanto Front National che Ukip ne avrebbero 24.

Analizzando nel dettaglio gli ultimi risultati provvisori diffusi dall' Europarlamento, i sicuri euroscettici di destra sono 81, i conservatori eurocritici 55, 17 i 'CinqueStelle' più due 'fratelli' greci del 'Fiume', 52 i rappresentanti dell'estrema sinistra euroantagonista, 4 i neonazisti più i 3 antisemiti ungheresi di Jobbik. In totale 214 'anti'. Tra i quali vanno distribuiti i 64 che attualmente il Parlamento conteggia sotto la voce "altri".

Di loro, la Germania, con la sua varietà di movimenti, ne conta 12 in tutto. Di questi 7 vanno all'euroscettico l'Alternative fur Deutschaland (AfD), indirizzato ad allaerais con i Conservatori. Fondato dal docente di macroeconomia all'Università di Amburgo Bernd Lucke, vorrebbe un ritorno alla moneta nazionale o in alternativa, ad unioni monetarie più piccole e stabili. A comporre la pattuglia variegata (con un seggio ciascuno) gli animalisti del Tierschutzpartei che puntano a entrare tra i Verdi, i difensori della famiglia di Die Familie diretti verso il Ppe. Poi ecco gli ambientalisti e difensori dei valori della vita dell'Ökologisch-Demokratische Partei (ÖDP), ma anche il partito satirico di Die Partei, che farebbe sbarcare nella capitale belga il comico Martin Sonnenborn (senonché ha già fatto sapere di essere intenzionato a dare le dimissioni).

Non mancherà l'appuntamento a Strasburgo invece il neonazista eletto dallo Npd sdoganata dalla cancellazione della soglia. In Italia tra gli "Altri" ci sono i 17 pentastellati del M5S ed 3 eletti della lista Tsipras. Tra loro l'attore Moni Ovadia e l'intellettuale Barbara Spinelli. Ma entrambi hanno fatto sapere che lasceranno il posto. Uno dovrebbe andare al giornalista e scrittore Curzio Maltese.

In Bulgaria i tre seggi da decidere sono divisi tra il Movimento per i diritti e le libertà (2) e la Coalizione del Blocco riformista, mentre nella Repubblica Ceca è l'euroscettico Partito dei cittadini liberi Svobodní ad avere un seggio. In Grecia il partito anti-casta To Potami (Fiume) fondato dal giornalista Stavros Theodorakis ha due seggi, mentre lo xenofobo e noenazista Alba Dorata tre. Uno per Anel che andrebbe con gli euroscettici di Farage.

In Spagna gli indignados di Podemos sono una vera e propria rivelazione, con 5 seggi e 2 vanno al partito catalano della Cittadinanza, che potrebbe andare con i Verdi (già 'casa' di tutti gli indipendentisti). In Svezia il partito nazionalista di estrema destra dei Democratici svedesi è orientato all'alleanza con la Le Pen e Salvini. Mentre le femministe di 'Feministiskt Initiativ' sono indecise tra Gue e Verdi.

Gli Indipendenti irlandesi andranno con l'Alde, mentre è incerta la collocazione della populista Unione verde dei contadini (Lvzs) in Lituania. In Olanda l'ambientalista Partito per gli animali (PvdD) andrà nella Gue o tra i Verdi. In Polonia il conservatore ed euroscettico Congresso della Nuova Destra elegge quattro deputati: incerti tra Le Pen e Farage.

Il movimento ambientalista e ruralista Partido da Terra fa boom in Portogallo ed ottiene due seggi, mentre in Romania l'attore Mircea Diaconu che ha fondato l'omonimo partito ha un posto. Un posto ciascuno per lo slovacco conservatore Gente comune (Olano) e lo sloveno Io credo (Verjamen).

 

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