FAME NEL MONDO SECONDO IL G8
Imperativo per i grandi: assicurare la sicurezza alimentare individuale
Cison di Valmarino - Una svolta epocale per l’agricoltura con il nuovo tavolo agricolo mondiale apertosi grazie al primo G8 agricolo. Ne è convinto il presidente del summit, il ministro alle politiche agricole Luca Zaia dopo tre giorni di intenso lavoro. “Siamo riusciti a mettere intorno al tavolo i grandi del mondo a parlare di agricoltura – spiega -, e questo è il primo grande risultato perché finalmente questo settore primario torna ad avere l’attenzione che gli spetta nel dibattito politico”.

Articolato il documento finale che ha raccolto la sintesi dei dibattiti e dei colloqui intessuti in questi giorni nelle sale di Castelbrando, partendo da sicurezza alimentare e volatilità dei prezzi con una prima grande novità: “Per la prima volta – continua il ministro -, i grandi sono concordi e hanno messo nero su bianco che speculazione e concorrenza sleale costituiscono un grave problema per l’agricoltura.
Occorre monitorare ed effettuare ulteriori analisi sui fattori che, potenzialmente, possono determinare la volatilità dei prezzi delle materie prime agricole”. Uno dei temi fondanti il documento è poi l’impegno contro la fame nel mondo, i ministri esprimono: “grande preoccupazione perché fame e malnutrizione stanno aumentando nei Paesi in via di sviluppo ed appare quindi molto lontano l’obiettivo della Dichiarazione del Millennio del 2000, che fissa l’obiettivo di ridurre della metà, entro il 2015, la percentuale di persone in condizioni di povertà e denutrizione.
Da qui la necessità di prendere tutte le azioni possibili in maniera coordinata per mettere in atto misure che assicurino la sicurezza alimentare individuale”. Vari gli impegni sanciti dalla dichiarazione finale dei ministri internazionali a cominciare dalla necessità di affrontare l'impatto dei cambiamenti climatici e assicurare la gestione sostenibile dell'acqua, delle foreste e delle altre risorse naturali, tenendo conto della crescita demografica. Le politiche e le strategie, secondo il documento, devono essere sviluppate in maniera inclusiva, coinvolgendo tutti i principali attori del settore, comprese le organizzazioni degli agricoltori e basarsi su statistiche affidabili. Spazio anche alla questione delle bioenergie e al contrasto tra combustibile e commestibili "
La produzione di energia rinnovabile da biomasse, deve essere aumentata in modo sostenibile attraverso una combinazione bilanciata delle necessità delle politiche energetiche con la produzione agricola, in modo da fornire una risposta ai nostri fabbisogni energetici, economici, ambientali, agricoli e, allo stesso tempo, non compromettere la sicurezza alimentare”.
I partner del G8 si sono così impegnati ad utilizzare tutti gli strumenti necessari per alleviare le conseguenze negative dell’attuale crisi finanziaria su povertà e fame, rafforzare ed incoraggiare agricoltura e produzione alimentare sostenibile, aumentare gli investimenti in agricoltura e ricerca, evitare la concorrenza sleale e le distorsioni del mercato agricolo. Intenti ambiziosi che dovranno essere resi operativi attraverso il coinvolgimento dei leader mondiali a cominciare dal G8 che si terrà a La Maddalena dall’8 al 10 luglio 2009, e nei prossimi eventi internazionali in cui verrà affrontato il tema della sicurezza alimentare.
Milvana Citter



10/07/2009
Cosa dicono i lettori
Il problema dell'africa non
Il problema dell'africa non è la mancanza di macchinari, ma la presenza di multinazionali, appoggiate dai regimi autoritari, che sfruttano il territorio lasciandolo appena non è più redditizio.
Manca la coscienza e/o la possibilità alla popolazione di divenire i fautori e gli imprenditori di sè stessi. Hanno bisogno di insegnamento e spinta all'autosufficienza, non di macchinari.
Bella l'idea dei territori su cui sono avvenuti gli esperimenti atomici.
Infine: sarà pur vero che in questo summit si fa sempre una lista di impegni privi di target e numeri, ma almeno stimolano al dialogo e al ragionamento (almeno tra la gente che non è più solita a farlo comunque).
Quale sarebbe questa spinta
Quale sarebbe questa spinta all'autosufficienza se non la meccanizzazione del processo agricolo, usare il vomere con i buoi?
Sappiamo benissimo che
Sappiamo benissimo che l'Unione Europea invece di pagare gli agricoltori per produrre di più, li paga per produrre meno, nella pesca uno su tre pesci pescati viene gettato in mare, la scarsità di cibo è un mito non una realtà . Il cibo non scarseggia se qui in Europa gli agricoltori buttano il cibo in Africa soffrono la fame, questo anche a causa di politiche sbagliate promosse da varie NGO che sostengono l'agricoltura sostenibile. Nel rapporto della World Bank, World Bank Development Report 2008, la stessa banca mondiale riconosce il fallimento degli investimenti nell'agricoltura nei paesi africani. Come ha ammesso un commentatore: se la differenza della produttività in agricoltura tra i paesi più poveri e quelli più avanzati era 10 a 1 prima del 1940, ora sta raggiungendo 2000 a uno. Sono contraria all'agricoltura sostenibile con la zappa e favorevole all'introduzione di macchinari che possano aiutare i popoli africani a produrre l'agricoltura su larga scala
DOCUMENTO FINALE DELUDENTE E CONTRADDITTORIO
Il documento finale firmato dai Ministri dell’agricoltura del G8, è purtroppo deludente sotto molti aspetti. Nonostante sia stata ribadita l’importanza di riportare l’agricoltura al centro del dibattito politico internazionale e di aumentare gli investimenti in agricoltura, il documento non contiene nessun target da raggiungere o impegno concreto per aumentare i livelli di aiuti allo sviluppo agricolo, in costante calo da 25 anni.
Ci aspettavamo di più da questo primo vertice sull’agricoltura. Ancora una volta si riconferma la formula di un documento finale farcito di constatazioni degli impegni presi nei summit precedenti senza la formulazione di impegni concreti per il futuro. Le contraddizioni che vi si leggono sono molteplici: riguardo ad esempio le cosiddette “nuove tecnologieâ€, l’impegno a sostenere la ricerca e l’innovazione, senza specificare in che misura questo riguardi gli organismi geneticamente modificati (OGM), mal si coniuga infatti con la protezione della biodiversità e della tipicità dei prodotti agricoliâ€.
Siamo inoltre preoccupati dall’enfasi posta sull’importanza di far crescere la produzione di energie rinnovabili tramite i biocarburanti. Sebbene la dichiarazione faccia un accenno all’importanza di tutelare la sicurezza alimentare non vengono indicate delle soglie di produzione precise per scongiurare il conflitto tra “combustibile e commestibileâ€, per utilizzare un'espressione cara al Ministro Zaia.
A differenza di quanto più volte dichiarato dal Ministro negli scorsi giorni, di voler fissare regole per proteggere i piccoli agricoltori del Sud e del Nord da un modello di libero mercato che rischia di far diminuire la qualità a favore delle quantità , nel documento finale leggiamo un preoccupante rinnovato sostegno alla liberalizzazione dei mercati e un conseguente bando ad ogni protezionismo che non si comprende come possa convergere con la tutela dei mercati agricoli integrati. Eppure la crisi finanziaria ci ha insegnato quanto la volatilità dei prezzi delle derrate alimentari sia determinata da un mercato non sufficientemente regolamentato.
Infine l’approccio coordinato per la gestione degli stock alimentari può rappresentare un’arma vincente solo se questi servono ad incentivare la produzione locale nel Sud del mondo e non vengono utilizzati come uno strumento per supportare la produzione agricola dei paesi ricchi.
Ci auguriamo dunque che i Ministri per lo sviluppo che si riuniranno a Pescara prima e i capi di Stato a La Maddalena poi, raccolgano il testimone e si facciano fautori di decisioni chiare e concrete per far fronte alle sfide globali che non si possono risolvere a parole ma solamente con i fatti.
Biocarburanti
Ci sono nel mondo enormi estensioni che risentono degli scellerati esperimenti atomici degli anni 50 - 60 (ed oltre). Perchè non utilizzarle (almeno quelle di perimetro a minor rischio e con le dovute cautele) per i biocarburanti? Almeno non ce li farebbero ingurgitare dato che penso che non ci sia tutta quella attenzione che il caso richiederebbe per l'alimentazione umana(Ucraina Docet).
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