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"FACCIAMO UN PLEBISCITO CONTRO L'UNITA' D'ITALIA"

Muraro lancia una provocazione/proposta
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Treviso - Il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro (nella foto), interviene sul tema dell’Unità d’Italia, lanciando una provocazione.
 
“La riflessione nata sull’opportunità o meno di festeggiare i 150 anni dell’Unità d’Italia ha riaperto l’analisi di un pezzo di storia che spesso molti dimenticano – esordisce Leonardo Muraro – E capisco le parole del segretario Gian Paolo Gobbo quando afferma che, in fondo in fondo, per i veneti l’annessione allo Stato dei Savoia non è stata proprio un grande affare da festeggiare. Ricordiamoci innanzitutto del plebiscito truffa messo in piedi nel 1866 da casa Savoia per ottenere l’ok dei veneti, ma anche di Mantova e del Friuli.
 
Dopo la Terza guerra d’indipendenza infatti, l’Austria sconfitta a Sadowa avrebbe dovuto cedere il Veneto al Regno d’Italia nato nel 1861. Ma, visto che la stessa lo aveva sconfitto a Lissa e Custoza, si rifiutò e allora si usò l’escamotage di cederlo all’imperatore francese Napoleone III. Il quale, democraticamente, iniziò il processo per istituire un plebiscito sul tema dell’annessione tra la popolazione, secondo quanto deciso dal trattato di pace.  Sappiamo bene che lo stato Savoia attuò pressioni enormi sino a ottenere in anticipo le nostre terre e indire esso stesso il plebiscito. Condito da brogli e pressioni ai pochi votanti, 650.000 su un totale di oltre 2.600.000 abitanti dell’epoca. Testi storici ricordano la votazione in Piazza dei Signori a Treviso, con le forze dell’ordine ben schierate come deterrente per evitare voti contrari, che non a caso furono soltanto 2 – continua Muraro – Così, con questa “truffa” storica, Veneto e parte del Friuli si trovarono annesse allo stato dei Savoia. Il che non portò benefici, anzi. Non a caso, fu proprio sotto il dominio di casa Savoia che iniziò l’emigrazione delle nostre popolazioni verso il Sudamerica, in virtù dell’impoverimento e la pressione fiscale che ne conseguì.
 
Davanti a questi fatti storici spesso trascurati, capisco chi si domanda se l’unità d’Italia, così ottenuta, fu un bene per i veneti. Capisco come mai, proprio nei nostri territori, è nato e maturato sempre più il sentimento e la volontà di autonomia, di autodeterminazione, di federalismo e responsabilità. Ricordo che sono il presidente di una Provincia che, nel 1999, ha presentato in parlamento una raccolta di 64.000 firme per chiedere l’autonomia. Iniziativa che ancora attende risposta.
 
E allora, in questa calda estate di riflessioni, vorrei lanciare una provocazione: perché non rifacciamo oggi quel famoso Plebiscito, senza brogli, truffe e pressioni, per capire cosa davvero pensano i veneti? Questa gente, dopo essere stata truffata nel 1866, si sente italiana? Ha desideri di autonomia? Rimpiange l’Austria? Domande legittime.
Anzi – chiude Muraro – mi aspetterei che questa proposta venisse proprio dal Governatore della Regione Veneto, se è vero che ama tanto il suo popolo”.
 

Autore:
Data di pubblicazione: 21-08-2009
Data ultima modifica: 31-08-2009

Cosa dicono i lettori

Kurt Huser // 29/08/2009 13:08
Unità d'Italia

Per noi Austriaci Muraro xe teròn

tegucigalpa // 28/08/2009 14:08
vorrei far notare che il

vorrei far notare che il plebiscito era non democratico anche se lo svolgimento fosse avvenuto senza pressioni savoiarde , in quanto a votare potevano solo chi aveva un certo livello di reddito o meglio , come si diceva all'epoca , di censo . In somma i borghesi di sempre . Stessa classe che in altre regioni (lombardia-emilia) ha invocato i savoia , e che oggi invoca la padania , per meglio ingrassare il portafoglio..ops volevo dire per servire la patria...

da ricordare come nel sud italia si resistette ben 7 anni al'occupazione piemontese , ma questo si è dimenticato , sopratutto ora che il mezzogiorno è la palla al piede dei borghesi nordisti .

aggiungo che seppur l'italia è unita con lo sputo storico di un freddo calcolo politico-economico (a tutto vantaggio del nord) , ben mi riguardo dall'auspicare un pleboiscito secessionista per incoronare qualche nazi-leghista a doge del veneto....

viva la libertà , viva la comunità libera e federata !

Anonymous // 27/08/2009 23:08
che fu una truffa non ci

che fu una truffa non ci sono dubbi. oggi vincerebbero i si, ovvero la gente voterebbe per non essere vincolati allo stato centrale. su questo non ci sono altrettanti dubbi.

Stefano // 27/08/2009 20:08
Sarà Repubblica Federale! (austriaca)

L'unica soluzione a tutti i problemi dei veneti è tornare sotto l'Austria. Se il veneto fosse un land austriaco, Venezia sarebbe linda come Salisburgo. Possiamo già fare qualcosa insegnando il tedesco ai figli e parlando loro in lingua veneta, e che l'italiano diventi lingua straniera opzionale.
PS Chiedete ai ticinesi se vogliono unirsi all'Italia...nein, Danke!

Giovanni Napol // 24/08/2009 17:08
Plebiscito?

Adesso c'è la proposta del "Plebiscito" contro l'unità d'Italia. Sarebbe interessante mettere in fila tutte le "proposte" lanciate dai leghisti di ogni ordine e grado nel corso dell'estate. Ne risulterebbe un elenco di pensate degne di essere prese in considerazione-in un paese normale-solo per determinare il profilo psicologico degli autori. Per non stare con le mani in mano, adesso, il nostro presidente della provincia, parte all'assalto dell'unità d'Italia nientemeno mettendo in discussione il famoso "Plebiscito".
Calma. Possiamo ridiscutere tutto (la terra è piatta; il sole gira intorno alla terra; l'evoluzione; il big bang; ecc.), però vorrei sommessamente ricordare ai nostri governanti locali-regionali-nazionali che fra pochi giorni "dovrebbero" (il condizionale è d'obbligo) riaprire le fabbriche dopo la pausa delle ferie. Si susseguono gli allarmi delle organizzazioni sindacali e di confindustria sul rischio che i prossimi tre mesi siano una sorta di bagno di sangue. Il nostro PIL è a -6% sul 2008, il debito pubblico è in rapida ascesa...e voi cosa fate? Ci rompete le scatole con queste cose. Ma dove vivete? Se non avete altre idee sulle quale spendervi, almeno state zitti.

Anonymous // 24/08/2009 03:08
da abolire muraro e la lega

da abolire muraro e la lega nord lombarda visto che starnazzano tanto di federalismo ma alla fine vivono con la politica nazionale centralista, si curano solo del loro feudo varesotto (leggi malpensa) a spese del nord e regalano 4 miliardi a fondo perduto ai signorotti del sud senza fiatare.

di fatto sono loro il miglior alleato delle mafie perche' con l'italia divisa consegnerebbero il sud in mano a quelli che da anni lo stanno riducendo uno schifo.

Lega: padroni a casa toa coi schei altri.

Anonymous // 23/08/2009 20:08
plebiscito??

Ok facciamolo sono completamente a favore!!! Tutte le persone che votarono quella volta hanno tutto il diritto di rivotare per confermare oppure no la scelta di rimanere nel Regno D'Italia!!!

Anonymous // 23/08/2009 14:08
siamo più italiani o veneti ??

in effetti rileggendo gli articoli che nerrano di quanto accaduto 150 anni fa ci si rende conto che le correnti di pensiero sono due, oggi è ovvio che siamo felici di essere Italiani, in particolar modo quando gioca e vince la nazionale, ma ci sentiamo anche spesso felici di essere veneti, e lo saremo di più se ciò che paghiamo rimanesse qui nel territorio e lasciassimo perdere il principio di solidarietà, che ci fa solo regalare soldi al centro sud, dove la voglia di fare è molti inferiore a quelle veneta.

Ecco che il federalismo, e non solo fiscale , si rende necesario come linfa vitale.

Il veneto oggi sarebbe uno stato molto più ricco e con servizi molto migliori di quelli che abbiamo se no avessimo regalato soldi a tutti e fatto entrare anche i "diversamente settentrionali" e peggio i peggiori extra comunitari, ciè quelli che delinquono ...

qui non è questione di essere o meno leghisti, io non lo sono, ma è una questione di salvaguardia della ricchezza e della cultura veneta.

willy

Alessandro // 23/08/2009 19:08
Sorvolo sul migliore stato

Sorvolo sul migliore stato dell'economia veneta senza terroni e negri perché evidentemente non sai quanti posti di lavoro sono in mano (settore pulizie ed edilizia, facendo finta ma proprio finta di chiudere gli occhi al settore dell'assistenza) a questa gentaglia... :-)
Ma dai, che scrivi se manco sai di che parli? Ma stai farneticando?

Sulla deliquenza è ovvio che bisogna intervenire in modo esemplare, ma basterebbe dare maggiori risorse (dindi per essere chiari) alle forze dell'ordine, invece di arrampicarsi anche qui su fesserie le piu' varie ed assurde che da anni i cari leghisti sparano ai loro festini infiamma buoi.

E poi per la salvaguardia delle ricchezza e cultura veneta mi vien proprio da ridere, ma se oggi già a scuola fan fatica ad insegnare l'italiano e un pelo di storia nazionale/mondiale, ma che si vuole pretendere?
Ma li avete presente i ragazzi di oggi? Se proprio bisogna buttarci dentro qualcosa, che almeno sia utile alla loro vita futura. Se poi con la base imparata (+-) qualcuno si sente attratto in modo naturale dalla cultura e storia locale, oggi ha problemi zero ma proprio zero a prendere contatti con chi lo può aiutare in questo senso.

Roba da matti, cultura e ricchezza veneta, mi vien da ridere, ma se neanche il 10% di ogni comune fra poco sa chi è il santo patrono e perché lo è diventato, ma per piacere dai...

Alessandro // 22/08/2009 18:08
Qui le fesserie si sprecano

Qui le fesserie si sprecano sempre di piu', ma che razza di domanda è:
"
Questa gente, dopo essere stata truffata nel 1866, si sente italiana? Ha desideri di autonomia? Rimpiange l’Austria? Domande legittime
"

Queste domande rivolte oggi per un evento occorso quasi 150 anni fa?
Basta basta basta insistere con questioni storiche (che essendo appunto fatti occorsi nel passato non riguardano, nei termini cari ai veneti, nessuno oggi) e simil culturali per arrivare dopo tanti giri all'obiettivo da sempre perseguito: si vuole l'"indipendenza" per cercare di stare meglio rispetto ad ora, rivendicando sempre un chiaro fastidio e prurito di fare parte di una nazione.
Punto, il resto sono tutte pippe politiche per intortare la gente. Ma cosa volete che ne sappiano oggi i giovani ma anche gli adulti (e quindi anche questi mezzi politici che abbiamo) di cosa significava vivere nel 1866??? Non c'è nessun oggi che ha esperienza diretta e che si può permettere di fare paragoni. Che per casso oggi si sta peggio di allora? Eh? Fosse vero almeno questo potrei anche capire, ma visto che NON è così...
Qui si continua a rivangare il passato dando per scontato che se le cose fossero andate in modo diverso oggi si starebbe meglio di quanto non si stia già, discorso ovviamente IDIOTA, perché la domanda non ha senso.
Ma evidentemente a moooooolti piace essere considerati idioti, bho? Tanto, fin tanto che c'è da guadagnare in benessere chi se ne frega di come questo avviene, il classico stampo da "furbo finto ignorante veneto". Un'etichetta doc da salvaguardare e registratare in ue evidentemente... :-)

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