EX PRIMARIO ALLA SBARRA PER CORRUZIONE
Renzo Biscaro, presidente di una societĂ sportiva trevigiana, dice di essere completamente estraneo ai fatti
Treviso – E’ accusato di corruzione un ex primario dell’Usl 8. Per questo il 62ennem Renzo Biscaro, è finito alla sbarra. Gli si contesta il reato sull’ipotesi che avrebbe firmato certificati medici a favore di false vittime di incidenti stradali per ricevere in cambio sponsorizzazioni destinate alla società sportiva di cui è presidente, la squadra di pallavolo della S. Bartolomeo di Treviso.
Tra il 2003 e il 2004 il medico avrebbe incassato 6 mila euro per destinarli alla squadra di pallavolo, ma lui si è sempre dichiarato innocente dicendo di voler andare fino in fondo alla vicenda per far luce sulla sua posizione. Biscaro è stato, tra l’altro, l’unico a essere stato rinviato a giudizio, infatti gli altri quattro imputati allo stesso processo hanno patteggiato una pena di sei mesi in udienza preliminare lo scorso aprile.
L’inchiesta era scattata dopo che una compagnia assicurativa di Genova aveva inviato alla Procura di Treviso una segnalazione su due incidenti sospetti. Nello stesso caso erano coinvolti il carrozziere, Gino Possagno, 48 anni, dell’assicuratore cinquantaseienne Walter Stefani e due automobilisti, Giovanni Pajossin di 53 anni e Gabriel Butnaru di 28. Erano indagati, a diverso titolo, di frode ai danni delle assicurazioni, falso in attestazioni e truffa.
Si erano inventati alcuni incidenti per raggirare le compagnie assicurative e intascare risarcimenti a cui non avevano diritto. L’assicuratore Stefani era amico del dottor Biscaro che avrebbe soltanto svolto il suo lavoro, ovvero avrebbe visitato due persone che Stefani aveva accompagnato in pronto soccorso. L’ex primario non avrebbe saputo niente degli incidenti.
La vicenda delle sponsorizzazioni il medico l’avrebbe spiegata, durante l’udienza preliminare, dichiarando che «si tratta di cifre irrisorie, poche centinaia di euro, del tutto scollegate dalla vicenda come dimostrano i dati temporali. Sono contributi di privati che erano stati versati anche precedentemente ai fatti contestati». Ora il collegio composto dai giudici Michele Vitale, Silvio Maras e Francesco Giuliano, ha disposto che vengano trascritte e messe agli atti le intercettazioni telefoniche registrate in sede d’indagine.



12/11/2009
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