17 luglio 2019

Vittorio Veneto

Ex Carnielli, spuntano nuovi retroscena: "Il sindaco sapeva tutto, ma nessuno ha fatto nulla"

Emerge la valutazione sullo stato "pessimo" dell'eternit, che andava rimosso entro 12 mesi

Roberto Silvestrin | commenti |

VITTORIO VENETO - L’eternit che ricopre l’ex Carnielli andava rimosso entro 12 mesi: lo dice una valutazione realizzata per conto del curatore fallimentare nel novembre 2014.

 

Un documento mai presentato e mai emerso né in commissione ex Carnielli, né in consiglio comunale, e “portato a galla” solo da un accesso agli atti fatto dal consigliere di Partecipare Vittorio Matteo Saracino, nel luglio di quest’anno. La valutazione, curata da un’azienda di Conegliano, giudica letteralmente “pessimo” lo stato di conservazione della copertura in amianto, con tanto di parametri numerici.

 

“Alla luce dei risultati i manufatti in esame presentano uno stato di degrado tale da richiedere immediati interventi di bonifica”, si legge nel documento. Le “azioni conseguenti” da adottare – si legge nero su bianco – riguardano la “rimozione della copertura entro i successivi 12 mesi”.

 

La valutazione viene protocollata in comune il 27 novembre del 2014. Peccato però che già dalla prima commissione ex Carnielli queste carte non siano mai state consegnate o presentate ai consiglieri. Ma la relazione sull’eternit non è l’unico “dettaglio” ad essere rimasto nascosto nel tempo.

 

Esiste infatti anche un parere dell’ufficio legale del comune, richiesto dalla commissione stessa, in cui emerge la possibilità che i costi della bonifica dell’amianto possano essere a carico della curatela fallimentare. Parere mai presentato in commissione, nemmeno in quella che si tiene lo stesso giorno in cui questo documento viene depositato (16 febbraio 2016).

 

Le nuove scoperte sull’ex Carnielli sono state presentate ieri sera dai rappresentati delle minoranze (i consiglieri Paolo Santantonio, Matteo Saracino e Gianluca Posocco, oltre all’ex consigliere Alessandro De Bastiani). “Il sindaco sapeva tutto, dalla valutazione al parere legale – dichiara Saracino -. Sapeva tutto eppure non ha mai fatto nulla. Nessuno ci ha detto che esistevano questi documenti”. La posizione delle minoranze è chiara: “Perché nessuno si è mosso, nonostante questa valutazione? E, soprattutto, perché non è mai emerso nulla fino a quest’anno, quando è stato votato l’accordo con la curatela per il futuro del buco nero?”

 

“E’ grave – continua Saracino -, soprattutto perché la popolazione è rimasta esposta ad un rischio per la propria salute. Sindaco e giunta non possono svegliarsi ora, potevano avvisare le autorità competenti”. In molti ritengono che all’ex Carnielli arriverà un nuovo supermercato. “Ci hanno presi in giro fino ad ora – prosegue Saracino -. Quest’operazione è una speculazione di fine mandato, fatta utilizzando come scusa la salute pubblica. C’è qualcosa di speculativo sotto a tutta questa fretta di approvare il nuovo accordo”.

 

Ci sono però anche dei risvolti “politici”: secondo l’opposizione, infatti, la maggioranza ha votato i nuovi accordi “a scatola chiusa”, visto che non poteva conoscere i documenti emersi solo in questi giorni. E rimangono le perplessità sui costi (e sui metodi) della bonifica: la revisione del Piruea dovrebbe portare ad un contenimento della spesa, ma ad oggi non è dato sapere quanto potrebbe costare il “nuovo” intervento.

 



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Roberto Silvestrin

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