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27 giugno 2019

Treviso

Elezioni: come si vota

La scheda elettorale e le nuove regole

Davide Bellacicco | commenti |

scheda elezioni

TREVISO- Domenica 4 marzo, per la prima volta, gli elettori saranno chiamati alle urne con la nuova legge elettorale, il Rosatellum Bis. Come cambiano le modalità di voto? Scopriamolo insieme…

 

LE SCHEDE

All’elettore il presidente di seggio consegnerà due schede, una viola per la Camera dei Deputati e una gialla, per il Senato della Repubblica. Resta ferma la possibilità di chiedere solo una delle due schede. Se l’elettore ha meno di 25 anni, riceverà solo la scheda per la Camera. Si potrà votare solo con la matita elettorale consegnata nel seggio, ergo ogni segno tracciato con strumenti diversi (penne, altre matite etc.) rende nullo il voto. Su ciascuna scheda sono riportati i simboli dei partiti che corrono da soli e quelli in coalizione. Si distinguono solo guardando al nome del candidato proposto nel collegio uninominale, unico per tutti i partiti coalizzati. Oltre al candidato di collegio, ogni lista esprime fino a quattro nomi accanto al contrassegno: è il listino proporzionale bloccato (bloccato significa che l’elettore non ha il controllo su quali fra quei candidati gradirebbe vedere in Parlamento, giacché mostra solo l’ordine in cui quel dato partito vedrà elette le persone individuate, in base ai voti di lista ottenuti). Ciascuna scheda, infine, sarà munita di un tagliando antifrode.

 

COME SI VOTA

L’elettore potrà tracciare un segno sul rettangolo che contiene il simbolo e i quattro nomi dei candidati: in questo caso il voto andrà alla lista e anche al candidato del collegio uninominale, candidato che potrebbe essere di un partito alleato e non di quello che si intende votare (quindi l’elettore di un partito coalizzato che non gradisce alcune liste alleate dovrà documentarsi bene sull’appartenenza politica del candidato di collegio, perché voterà anche per lui).

Si potrà segnare anche il solo nome relativo al collegio uninominale: se a quel nome è collegata solo una lista, il voto andrà anche alla lista, altrimenti, in caso di coalizione, quel voto si ripartirà fra le liste coalizzate in proporzione ai voti ottenuti da ciascuna lista in quel collegio (anche qui il rischio è di portare consensi a partiti che non si avrebbe intenzione di votare, ergo è sempre preferibile la prima soluzione, quella di barrare solo il simbolo del partito e non fare altro).

Il voto è valido pure qualora l’elettore tracci sia un segno sul nome proposto per l’uninominale, sia sul simbolo di una lista: trattasi di una complicazione inutile che tende solo a raddoppiare le possibilità di errore ma, considerata l’abitudine che deriva dalle modalità di voto per le comunali, il legislatore ha ritenuto di consentire anche questa alternativa.

Si potrebbe, ma la norma non è chiara, persino segnare il simbolo e anche il listino: il voto è valido ma è l’opzione più sconsigliata, poiché potrebbe indurre in errore il Presidente di seggio, portato istintivamente a ritenere nullo un voto formulato con una modalità generalmente non consentita. I listini sono bloccati ma è abbastanza prevedibile che molti cittadini ignari, leggendo un elenco di nomi, segneranno la loro preferenza nel listino: voto valido comunque, perché l'intenzione dell'elettore è espressa in modo inconfondibile ma, ovviamente, la preferenza non sarà considerata.

 

QUANDO IL VOTO E’ NULLO

Il Rosatellum Bis, la legge elettorale per le elezioni politiche del 4 marzo, a differenza delle elezioni amministrative in cui l’elettore può votare per un candidato sindaco e per una lista non collegata, NON prevede il voto disgiunto: se l'elettore traccia un segno, comunque apposto, sul rettangolo contenente il nominativo del candidato uninominale e un segno su un rettangolo contenente il simbolo di una lista cui il candidato non sia collegato, il voto è nullo. Per questo motivo, lo ripetiamo, si consiglia, per non cadere in errore, di apporre la croce SOLO sul simbolo preferito, non preoccupandosi di tutte le altre indicazioni presenti sulla scheda.

Il presidente di seggio constaterà, inoltre, la nullità di tutti i voti in qualche modo potenzialmente riconoscibili: è il caso delle schede contenenti segni ulteriori rispetto al voto quali scritte come frasi o ingiurie ma anche l’indicazione a matita di un voto preferenza (scrivo nome e cognome come farei per le comunali) o doppi voti (voto per due o più liste). Imbucare una scheda ancora munita di tagliando antifrode con numero seriale la rende riconoscibile e quindi nulla: questo è il motivo principe per il quale tutte le schede vanno consegnate al Presidente che provvederà personalmente a inserirle nelle urne, solo dopo aver rimosso il tagliando antifrode.

La matita copiativa, in caso di tentata cancellazione del segno o di contatto con acqua (es. saliva) rilascia una scia che potrebbe indurre il Presidente di seggio a ritenere la scheda riconoscibile e quindi nulla, nullità che sicuramente sarà tenuto a dichiarare se l’elettore ha votato un simbolo diverso da un altro precedentemente votato e poi maldestramente cancellato.

Un suggerimento: una volta in cabina elettorale, non sovrapporre le schede di Camera e Senato. Accade non di rado che l’apposizione del segno in modo energico lasci un tratto anche sulla scheda sottostante, rendendola, di fatto, riconoscibile e quindi nulla. In caso di scheda deteriorata non dall’elettore (ritiro una scheda e mi accorgo, anche in cabina, che è macchiata dal timbro o in qualche modo rovinata), si può chiedere ai componenti del seggio una nuova scheda.

 

CHI PUO’ VOTARE IN UN SEGGIO DIVERSO. IL CASO PARTICOLARE DEL VOTO DEGLI STUDENTI FUORI SEDE

La legge prevede che possano votare in Italia ma fuori del comune di residenza solo alcune categorie di elettori, come quelli ricoverati in ospedali e case di cura, militari, naviganti, i componenti del seggio e il personale delle Forze dell'ordine fuori città per ragioni di servizio; I rappresentanti di lista possono votare presso il seggio in cui svolgono tali funzioni ma solo qualora siano elettori dello stesso collegio plurinominale e nella misura in cui stiano esercitando effettivamente le loro funzioni: ad es. un rappresentante di lista supplente non godrà di questo diritto se il giorno delle elezioni materialmente non sarà lui ad assistere alle operazioni di voto ma un’altra persona.

Tutti gli altri soggetti, studenti fuori sede compresi che non rientrino in queste categorie, dovranno tornare necessariamente nel comune di residenza, non potendo esercitare il voto a distanza. Se da una parte questo rappresenta un evidente limite non sanato dalla nuova legge elettorale, dall’altra può essere una buona opportunità per tornare a casa fruendo di tariffe agevolate: sono, infatti, previsti prezzi calmierati per viaggi in autostrada, treno, aereo e nave. A questa categoria di elettori si raccomanda di recare con sé durante il viaggio il certificato elettorale, generalmente indispensabile per poter dimostrare la finalità elettorale del viaggio al personale controllore. Gli elettori e i rispettivi conviventi che, per motivi di lavoro (compreso il Servizio Civile), cure mediche o STUDIO (es. Erasmus) si trovino all’estero per un periodo di almeno tre mesi in cui è compreso l’election day, hanno già votato per corrispondenza, purché entro il 31 gennaio abbiano provveduto a segnalare tale intenzione al comune nelle cui liste elettorali risultano iscritti.

 

Si vota solo domenica 4 marzo dalle 7.00 alle 23.00.

 

Vedi anche...

 

Schede elettorali e tagliando antifrode: cosa devi sapere prima del voto

 

Come funziona il Rosatellum Bis, la nuova legge elettorale

 



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