DULCIS IN ZAIA
Il ministro chiude il G8 regalando miele. E augurandosi che i media si siano innamorati dell'agricoltura
Io, dal G8, mi sono portata a casa un barattolo di miele d'acacia.
Che ha sul tappo (autografata) la sigla "L.Z.", vale a dire Luca Zaia. Vale a dire il ministro dell'Agricoltura che ha chiuso il suo summit regalando ai giornalisti (prima le donne) un vasetto del suo miele biologico.
Oggi, a Castelbrando di Cison di Valmareno (TV), Zaia ha congedato ministri, autorità e giornalisti con la dolcezza (non solo metaforica) e con un auspicio: "Mi auguro che i giornalisti presenti al summit si siano innamorati dell'agricoltura. Sì, perché questo era uno degli obiettivi del vertice: parlare di agricoltura, di terra, di fame, di prodotti naturali e non relegare questi temi nelle ultime pagine dei giornali".
Che il ministro abbia raggiunto o no il suo scopo lo sapremo solo domani, al G8 after. Quando scopriremo se i due intenti emersi dal vertice che ha portato a Cison tante belle personalità potranno essere conseguiti davvero. Quali sono i due intenti? Un secco no alla "concorrenza sleale" sul fronte alimentare e un secco no alla "speculazione sul cibo".
Insomma la battaglia di Zaia è di garantire a tutti un'alimentazione di qualità, che - guarda caso - è un diritto alla vita (sana).
Mentre il sipario sul G8 si chiude tra nuvolaglie (fredde e reali) e polemiche (tiepide e appena annunciate), diamo qualche numero: il summit è durato 3 giorni; ha discusso 12 temi di fondo (sicurezza alimentare, tecnologia, governance mondiale, diritto al cibo, clima, dialogo, sostenibilità e biocarburanti, agricoltura a conduzione familiare, Doha Round, sviluppo e agricoltura nell'agenda dei governi); è stato mandato in diretta streaming per 3 ore e mezza; ha coinvolto 500 testate, di cui circa 80 straniere; ha previsto 2 cene di lavoro della durata di 1 ora ciascuna e ha offerto ai giornalisti circa 5 mila tazze di caffè.
Altro? sì: il G8 di Cison ha un primato. E Zaia lo ha ripetuto: è il primo vertice sull'agricoltura che sia mai stato fatto. E - a 'sto punto - sia bell'è compiuto.
Emanuela Da Ros



10/07/2009
Cosa dicono i lettori
UN'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA
Il miele bio di Luca Zaia è una bufala,in quanto lo scorso anno (anno della grande moria) su diverse riviste del settore è apparsa la notizia,che anche i 3 alveari del ministro sono morti e pertanto si può facilmente dedurre che non abbiano potuto produrre il rinomato miele di acacia che è stato distribuito in occasione del G8(quest'anno l'acacia fiorirà fra una quindicina di giorni!!)inoltre se anche fosse, per poter affermare che sia biologico dovrebbe essere quanto meno "certificato"da un ente preposto,ma dalla foto pubblicata sulla stampa locale si nota il vasetto
di miele privo di ettichetta, con il solo sigillo "miele italiano" che chiunque può procurarsi inviandone richiesta alla FAI. Tra l'altro,sempre da quanto appreso da riviste del settore,i famosi tre alveari sarebbero collocati in quel di REFRONTOLO,dove si vede a perdita d'occhio una immensa distesa di coltivazioni di prosecco che vengono irrorate con pesticidi per ben 20-25 volte l'anno e ovviamente, un miele prodotto in quella zona non può essere certificato bio.Oltre a questo bisogna anche dire che gli apicoltori che operano nella zona di Rolle,Farrò,Arfanta,Zuel ecc. sono pittosto indignati nei confronti di Zaia per le deroghe alle normative Europee relativamente all'uso dell'elicottero per irrorare i vigneti,che sono ormai a ridosso dei castagneti.
Si potrebbe dire ancora molto, ma al di là di questo, visto che uno degli argomenti centrali di questo G8 riguarda la soluzione del problema della fame nel mondo,mi chiedo come tutto questo prosecco che ci stà invadendo, possa essere di aiuto alla soluzione del problema.Io ci vedo parecchia ipocrisia,tante belle parole ma, in sostanza solo marketing per le "vigne mate".... O PAZZE?
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